Il Tirreno

Prato

Rilancio del lavoro e lotta all’illegalità

di Nicola Corda
Rilancio del lavoro e lotta all’illegalità

Summit su Prato a Palazzo Chigi. Polemica con Rossi: «Sei mesi di tempo alle imprese cinesi per regolarizzarsi»

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PRATO. Il tavolo per Prato si allarga. Anzi si moltiplica. Ce ne sarà uno per ogni specifico settore del distretto della città che con l'amministrazione del neosindaco Matteo Biffoni, spinge per il rilancio di tutta l'area. Un progetto che riceve la sponda convinta del governo e che ieri ha mosso i primi passi.

Il premier Matteo Renzi, fa un rapido saluto e lascia il dossier nelle mani fidate di Luca Lotti, «soddisfatto di aver inaugurato un nuovo metodo di lavoro del governo, unito e compatto al fianco dei territori». E così da ieri non c'è più solo "Prato città sicura", lo schema di collaborazione allestito da diverso tempo con il ministero dell'Interno per affrontare i temi della sicurezza. Nella sala verde di Palazzo Chigi c'erano i rappresentanti di ben sette ministeri accanto al sindaco Matteo Biffoni, al presidente della regione Enrico Rossi e della provincia Lamberto Gestri. «Un fatto senza precedenti - ricorda il sottosegretario alle comunicazioni Antonello Giacomelli - una collaborazione a 360 gradi che determina in maniera rilevante le politiche del governo per tutta l'area». I protagonisti ci tengono a dire che questa è una vera partenza e che la prima verifica sarà fatta prima dell'estate in un incontro da tenersi magari a Prato. «Si tratta del riconoscimento della peculiarità di questo distretto» ha detto il sindaco Matteo Biffoni che dal ministero della Giustizia incassa l'impegno per una rapida sostituzione del Procuratore capo della repubblica Piero Tony, prossimo alla pensione. La pratica sarebbe già all'attenzione del Consiglio Superiore della Magistratura, mentre dal ministero degli Esteri assicurano la massima collaborazione per andare incontro alla mancanza d'interpreti nella sede giudiziaria. «Si tratta di un cambio di passo» dice Biffoni, una collaborazione allargata che può diventare un modello per altri casi. Non solo immigrazione e sicurezza ma anche scuola, lavoro, sanità, sviluppo economico, settori d'intervento dei ministeri coinvolti. Certo il fenomeno delle comunità straniere che rappresentano il 18 per cento della popolazione pratese, resta in emergenza ed è quello che ha spinto il presidente della regione Rossi a proporre un «patto di fiducia con gli imprenditori cinesi che scelgono di prendere la strada della legalità». Tempo per mettersi in regola, sei mesi al massimo. Emersione dal lavoro nero e stop ai dormitori nei capannoni, condizioni di vita inaccettabile per chiunque. Parte della comunità (composta di circa 5000 aziende con titolare straniero) sarebbe disponibile a rispettare le regole ed è un'opportunità che va colta, secondo Rossi che ha ricordato il rogo che nel dicembre scorso fece sette vittime che vivevano, e lavoravano, in una fabbrica. «Nessuna moratoria o sospensione delle regole - replica il sindaco di Prato matteo Biffoni - perché lo schema da adottare è quello della legalità in cambio di opportunità». Una polemica che è poi montata. Ed è molto lungo l'elenco dei progetti e dei bandi messi in campo dal ministero dello Sviluppo economico e illustrati dal sottosegretario Giacomelli. L'eccellenza dell'industria pratese passa per un rilancio della sua tradizione tessile, accompagnata dall'innovazione tecnologica nel processo produttivo. Il sostegno sarà indirizzato alla valorizzazione del settore nei mercati esteri attraverso uno specifico bando destinato alla promozione nelle fiere e i mercati di tutto il mondo.

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