Il Tirreno

Prato

Prato, inchiestaEstra-Consiag, si va verso il processo

di Paolo Nencioni
Prato, inchiestaEstra-Consiag, si va verso il processo

La procura chiede il rinvio a giudizio dei vertici del gruppo accusati di aver messo i bastoni tra le ruote al Comune di Prato

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Paolo Abati, Luciano Baggiani e Paolo Quercioli, insieme ad altri due dirigenti del gruppo Estra-Consiag, la municipalizzata dal gas, potrebbero presto finire davanti a un giudice per rispondere delle accuse di turbativa d’asta, abuso d’ufficio e abuso di posizione dominante. I sostituti procuratori Lorenzo Gestri e Antonio Sangermano hanno chiesto infatti il rinvio a giudizio degli indagati al termine dell’inchiesta scaturita dalla cosiddetta “guerra del gas”, lo scontro tra il Comune di Prato e il colosso del gas in seguito alla decisione della passata giunta di centrodestra di indire una gara per l’affidamento della rete del gas che avrebbe tolto il monopolio della distribuzione a Estra-Consiag.

Ora sarà il giudice per le indagini preliminari a stabilire se Abati, direttore generale di Estra, Baggiani, amministratore unico del gruppo Consiag, e Quercioli, legale rappresentante di EstraReti, insieme ad altri due funzionari, dovranno essere processati con le accuse ipotizzate dalla Procura.

L’inchiesta, di cui si è avuta notizia lo scorso 8 novembre con le perquisizioni negli uffici delle società e nelle abitazioni degli indagati, ha messo il dito su un nervo scoperto, quello del centro di potere rappresentato da Estra-Consiag, in grado di condizionare le strategie della stessa amministrazione comunale. Fin quando in piazza del Comune e in via Panziera ci sono stati manager dello stesso colore politico (Abati era in corsa per essere candidato sindaco del Pd quando invece fu scelto Massimo Carlesi) tutto è filato più o meno liscio, ma quando la giunta di centrodestra ha tentato la liberalizzazione (ancora sottoposta all’ultimo giudizio del Tar) si è scatenato il putiferio.

Questa almeno la tesi della Procura, che già il 28 marzo 2010, durante una perquisizione all’ufficio legale di Estra, ha trovato un manoscritto senza firma e senza autore, ma dal significativo titolo “Percorso di attacco/difesa verso l’iniziativa del Comune di Prato di andare in gara da solo”. Il giorno prima il consiglio comunale aveva infatti dato mandato alla giunta di mettere a gara la gestione della rete del gas, una decisione fortemente osteggiata da tutte le altre amministrazioni di centrosinistra intorno a Prato. Nella strategia di attacco/difesa ognuno aveva un ruolo: sindacato, sindaci dei Comuni soci, consiglieri comunali. Un’istruttoria dell’Antitrust ha già accertato «numerose e gravi violazioni» delle norme sulla concorrenza (Estra-Consiag avrebbe ritardato la consegna al Comune della documentazione tecnica sulle reti), con «ingiusto vantaggio» per l’azienda e «rilevante danno» per il Comune. Un danno che all’epoca il sindaco Roberto Cenni ha quantificato in 24 milioni di euro. Agli accertamenti dell’Antitrust si è poi aggiunto un esposto dell’ex assessore Filippo Bernocchi, da cui è nata l’inchiesta della Procura.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze