Italia
Vertice su Prato, Biffoni a Rossi: "Chi vuole mettersi in regola lo faccia subito"
Polemiche durante l'incontro sulla proposta di Enrico Rossi di dare tempo sei mesi alle imprese cinesi che vogliono regolarizzarsi. Il primo cittadino chiede interventi sul lavoro, le risposte in un summit che verra organizzato in città tra un mese
PRATO. E' iniziato alle 10,20 di oggi, venerdì 13 giugno, nella sala verde di Palazzo Chigi il super vertice su Prato, primo dell'era Renzi-Biffoni. Passaggio velocissimo del premier Matteo Renzi che verso le 10,20 ha fatto un passaggio augurando a tutti buon lavoro prima di proseguire negli appuntamenti della giornata. Presenti il presidente della Regione Enrico Rossi, il sindaco di Prato Matteo Biffoni, partito prestissimo da Firenze, il presidente della Provincia Lamberto Gestri, il prefetto di Prato Maria Laura Simonetti, i parlamentari pratesi Antonello Giacomelli, sottosegretario alle telecomunicazioni, Edoardo Nesi, il senatore Claudio Martini. Assente ma perché pare non invitato il senatore di Forza Italia Riccardo Mazzoni.
Molteplici gli interlocutori: i rappresentanti dei diversi ministeri, coordinati dal sottosegretario alla Presidenza del consiglio Luca Lotti, ai quali la delegazione di Prato presenterà il pacchetto di richieste-progetti messe a punto in questi giorni: dal dossier redatto dalle associazioni di categoria (Rete impresa italia) con l'abbattimento dei costi dell'energia, la semplificazione burocratica, agevolazioni per l'accesso al credito, alla questione sicurezza (con la richiesta di invio di più forze dell'ordine) e le politiche di inclusione, per arrivare al capitolo infrastrutture dove restano ancora in ballo i 16 milioni che lo Stato ha promesso a Prato per il raddoppio della Declassata e non ancora arrivati e quello dell'ambiente dove è intenzione del nuovo assessore Filippo Alessi chiedere il coinvolgimento dei ministeri nell'acqusizione della Fattoria Medicea andata all'asta il 6 giugno scorso.
Il teew del sottosegretario Antonello Giacomelli, presente all'incontro
A Palazzo Chigi, Matteo Renzi apre i lavori del Tavolo Prato, come aveva promesso a Biffoni in campagna elettorale
— Antonello Giacomelli (@Antonellogiac) June 13, 2014
Il primo a uscire dalla sala verde di Palazzo Chigi è stato il presidente della Regione Enrico Rossi che al tavolo si è presentato con una proposta: "Un patto di fiducia - ha spiegato - concordato durante gli incontri che abbiamo avuto con le associazioni e imprenditori cinesi, e che prevede, nel caso si iniziasse un percorso verso la legalizzazione del lavoro, un lasso di tempo congruo - ha proseguito Rossi - per mettere a posto aziende e burocrazia". Rossi ha spiegato che alcuni imprenditori cinesi che operano nel cosiddetto distretto oparallelo di Prato, quello delle confezioni, sono disponibili ad avviare un percorso di emersione ma che hanno bisogno di almeno sei mesi di tempo per gli adeguamenti. "Non si tratta di una moratoria - ha concluso Rossi -ma di un patto tra gentiluomini".
Il presidente Rossi: "Sei mesi alle aziende cinesi che voglino mettersi in regola"
Una proposta che però non è piaciuta nè al sindaco Matteo Biffoni nè al presidente della provincia Lamberto Gestri. Per il sindaco Biffoni "le aziende che vogliono mettersi in regola devono farlo subito, senza aspettare sei mesi" . Scambio vivace anche su uno degli argomenti che hanno vivacizzato la campgna elettorale di Biffoni: l'idea di Rossi di creare all'interno o vicino ai capannoni industriali cinesi case per gli operai. Sia Biffoni sia Gestri hanno ribadito il loro "no". E' stato Gestri a lanciare la proposta di usare "le case in costruzione, ferme per la crisi e per le difficoltà delle imprese edili - ha spiegato - per dare una sistemazione ai cittadini cinesi che vivono e dormno all'interno dei capannoni industriali ma che possono servire anche - continua - per i pratesi in difficoltà economica. In questo modo - prosegue Gestri - si creerebbe anche un circolo virtuoso tra imprese e banche".
Il sindaco Biffoni: " Non si può sospendere la legalità, chi vuole mettersi in regola lo faccia subito"
E' stato il sindaco Matteo Biffoni invece a puntare in maniera specifica sul lavoro e sul distretto. Ha chiesto "aiuti concreti per le aziende sane del distreto e per il sostegno al manifatturiero". E le risposte non sono mancate anche se quelle definitive verranno portate dallo Stato direttamente a Prato. Il tavolo nazionale sulla città e sul distretto, infatti, è stato riconvocato a Prato, prima della pausa estiva: un mese di tempo per avere dettagli su alcuni bandi messi in campo sul cardato e per l'internazionalizzazione delle piccole imprese.
Una notizia "bomba" per le imperse pratesi che esportano in Usa è stata data durante il summit: a partire da settembre l'America inizierà a eliminare i dazi sulle importazioni di prodotti tessili dall'Europa. L'intenzione dei ministeri economici - è stato detto nella riunione - è quella di aiutare le piccole imprese del distretto pratese che potrebbe avere difficoltà ad aggangiare l'export nel colosso Usa.
Inoltre Matteo Biffoni ha chiesto la massima attenzione per la scuola: "La Regione - ha fatto presente - per i tagli sui trasferimento statali può avere difficoltà a mantenere le sezioni Pegaso (sezione di scuola sovvenzionate dall'ente, numerose a Prato ndr) per cui c'è necessità che se ne faccia carico lo Stato".
Sul fronte sicurezza la richiesta non solo è stata quella di adeguamento degli organici delle forze dell'ordine e degli organici dil Tribunale e Procura della Repubblica (il procuratore capo Piero Tony a luglio lascerà l'incarico), ma quella di riparametrare la Questura che " deve salire di grado - è stato detto - per essere adeguata allo sviluppo e ai problemi di Prato"
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