Il Tirreno

Prato

La pacifica invasione degli artisti di “Prato-Sarajevo”

di Riccardo Tempestini
La pacifica invasione degli artisti di “Prato-Sarajevo”

Viaggio tra le installazioni e le performance che potranno essere ammirate in centro storico fino al prossimo 21 giugno

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PRATO. Almeno fino al 21 giugno, Prato sarà felicemente “invasa” dall’arte contemporanea grazie al progetto. “Prato-Sarajevo, art invasion”, promosso da Provincia e Regione e realizzato da Vittoria Ciolini e Andrea Abati di Dryphoto e Gina Monaco dei Kinkaleri. Ieri pomeriggio, giovedì 12 giugno, ultimo atto con un percorso urbano in vari luoghi della città, per tutte le opere e le azioni sono visibili al pubblico e l’intero progetto raccolto in un unico momento di incontro e condivisione tra tutti i partecipanti e il territorio che li ha ospitati, una grande festa di immagini, suoni e culture.

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lana

Le opere e le loro documentazioni resteranno visibili fino al 21 giugno. Il tour artistico è iniziato alla fermata del bus a Porta Leone, dove Olga Pavlenko, ha presentato “Quello che forse non c’era”, un’installazione permanente sui vetri di una Lam viola. A seguire poco distante ai giardini pubblici di via Colombo, sempre affollati da piccoli e grandi cittadini cinesi, incuriositi dalla camera oscura della bretone Emma Grosbois, tutti di nuovo sulla Lam viola fino a via San Fabiano, dove il soprano pugliese Giustina Martino canta “Vissi d’Arte”, in una video-installazione al Cinema Borsi, mentre la giovanissima albanese Lori Lako ha installato l’affascinante “Oro/a”, davanti alla Porta San Fabiano, un originale progetto per ricordare le fratture non solo etniche della realtà pratese. Ancora sul bus fino al Ponte della Passerella, dove Francesca Banchelli, ”Fetching Bridges”, azione/live streaming, per poi arrivare al sottopassaggio ferroviario del Cantiere, dove Lori Lako ha diviso la carreggiata dipingendo un filo d’oro. Si torna in centro alla ex caserma del carabinieri, ora piazza Giugni, piazza degli Innocenti 3, per “ Sarajevo Walking Tours” , la performance della pratese Valentina Lapolla.

gaetano

Dopo cena a Palazzo Vaj, per il Laboratorio di autocostruzione per un rifugio di canne, l’installazione di Gaetano Consolo, prima di salire alla Monash University, per il film documentario di Giacomo Laser e Giulia Del Piero. Di nuovo fuori, davanti a Palazzo Novellucci, per la performance di Lana CmajCanin, ”Made in Italy - Made out China”, una grande immagine multietnica. Per concludere la serata e l’invasione nel giardino di Palazzo Banci Buonamici, per la proiezione di Bojan Stojcic, ”La storia appartiene alla pietra il futuro al vento”, mentre il suo grande pallone bianco vola nel cielo di Prato.

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