Il Tirreno

Prato

«Il tallone d’Achille è il personale scarso, non il trasloco»

di Ludovica Monarca
«Il tallone d’Achille è il personale scarso, non il trasloco»

I sindacati imputano allo scarso numero di addetti le performance negative della sanità pratese

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PRATO. «Il 2013 è stato un anno negativa per la sanità pratese? La causa non è il trasferimento, ma un problema endemico che Prato si trascina da anni: una pianta organica inferiore alla media regionale».

In seguito alla pubblicazione dei risultati non troppo lusinghieri per la sanità pratese emersi dal nuovo rapporto del Laboratorio Management e Sanità della Scuola Sant'Anna di Pisa sono sindacati a dire la loro. Sandro Malucchi, segretario Cgil non usa tanti giri di parole: «Da anni a Prato la sanità lavora con un numero di addetti ben inferiore alla media regionale – afferma – Se nelle altre Asl ogni 100 abitanti ci sono 1,29 addetti, a Prato siamo fermi a 1.06. Cosa significa? Che rispetto agli altri abbiamo 569 operatori in meno. E questo da anni. Ecco il vero problema. Non si può pretendere di avere un servizio completo quando ci troviamo a operare con una pianta organica improntata così al ribasso».

Il trasferimento nel nuovo ospedale Santo Stefano, secondo Cgil, non fa altro dunque che esasperare una situazione già compromessa: «Adesso abbiamo un ospedale specialistico che si occupa di urgenze – spiega Malucchi – e se continuiamo a ignorara le necessità di potenziare i servizi sul territorio non riusciremo ad andare molto lontano. Il pronto soccorso è di sicuro un’eccellenza, ma non si può reggere certi numeri così a lungo senza i necessari interventi. Servono prese di posizione chiare. Perché per esempio non sono presenti sul territorio case della salute? Dicono di averne attivata una, ma io non l’ho vista, specialmente una che abbia, come previsto un medico a disposizione almeno 16 ore su 24. Siamo in ritardo rispetto agli altri e dobbiamo sbrigarci».

Buone notizie da questo punto di vista arrivano da parte dell’azienda che, se non commenta ancora i dati del rapporto del Sant’Anna nel dettaglio, conferma la propria intenzione di potenziare per il prossimo anno i servizi sul territorio.

«La grande affluenza di pazienti al pronto soccorso – ha detto Simona Carli, direttore sanitario – dimostra che Prato ha conquistato una fiducia meritata. Dall’altra parte i numeri dimostrano l’evidente necessità di potenziare il territorio. Per questo stiamo lavorando assiduamente con i medici di base per far sì di creare percorsi agevolati per i pazienti non gravi». Non solo, i finanziamenti richiesti alla Regione per il piano speciale Prato, nonostante non ci sia niente di scritto, dopo lo scorso consiglio comunale aperto, sembrano essere dati per certi. La cifra in arrivo dovrebbe essere attorno ai 3 milioni di euro.

«Devono sbrigarsi – tuona Cgil – Prato non può continuare a rimanere indietro. Se l’azienda spinge per un potenziamento del territorio non possiamo che esserne contenti, ma abbiamo bisogno di vedere fatti. Da anni denunciamo la situazione senza che i discorsi si trasformi azioni vere, capaci di migliorare la situazione. Aspettiamo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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