Il Tirreno

Prato

Il “parlamentino” tra caldo e blackout

di Maria Lardara
Il “parlamentino” tra caldo e blackout

Santi, presidente del consiglio: «Che la città ci stia vicina», Biffoni: «Sarò il sindaco di tutti» e Cenni augura buona lavoro

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PRATO. Come il primo giorno di scuola. Alcuni consiglieri visivamente più emozionati, altri con un maggior carico dell’esperienza alle spalle. Anche quando un improvviso blackout ha oscurato per tre volte il salone, la macchina del primo consiglio comunale dell’era Biffoni non si è mai fermata con tutti i dettagli del suo rituale. Dai banchi della giunta si vedono assessori eleganti, alcuni muniti rigorosamente di ventaglio contro il caldo. Subito, la prima formalità da espletare: l’elezione del presidente del consiglio comunale. Ironia della sorte, la consigliera più anziana, regina di 1007 preferenze, Ilaria Santi, alla quale come da regolamento è toccato aprire la seduta del consiglio, non si è mai allontanata dallo scranno più alto: con 22 sì, 7 schede bianche, un voto andato a Cenni e un altro a Carlesi, la civatiana Santi è stata eletta presidente del consiglio comunale, la prima donna a Prato a occupare quel posto. All’appello mancavano due eletti (Alessandro Benelli della lista “Prato con Cenni” e Gianni Bianchi del Pd): su 30 consiglieri è presumibile che tutto il partito democratico abbia votato Santi che è andata a pescare altre due preferenze nel blocco dell’opposizione. La neo presidente, a suo agio nel nuovo ruolo, ha preso subito in mano la situazione ricordando nel suo discorso che «per la prima volta saremo senza Circoscrizioni», chiedendo a tutti i consiglieri «di uscire dal palazzo perché tutti i cittadini abbiano la giusta attenzione da parte nostra». In ultima battuta, una citazione tratta dal discorso d’insediamento di Laura Boldrini alla Camera: «Stiamo iniziando un viaggio: cercherò di portare, assieme a ciascuno di voi, la richiesta di cambiamento». C’è il pubblico delle grandi occasioni nel salone consiliare: tutti a fotografare, a raccontare sui social il diario di un pomeriggio da incorniciare. Si fanno vedere in sala anche il questore Cerulo e il prefetto Simonetti per portare i saluti a giunta e consiglio. La lunga maratona del consiglio comunale è solo all’inizio: si elegge la coppia di vicepresidenti, ambedue giovani: 20 voti vanno a Serena Tropepe (new entry), 8 ad Antonio Longo al suo secondo mandato. Indicati anche i capigruppo: l’ex sindaco Cenni, in testa alla lista civica, la veterana Pieri alla guida di Forza Italia, l’ex sceriffo Milone con “Prato libera e sicura”, Capasso per il Movimento 5 Stelle, Rocchi per il Pd e Sciumbata per la lista “Con Matteo Biffoni per Prato”. Infine, il giuramento sulla Costituzione del sindaco, al suono delle chiarine e rullo di tamburi. E’ il momento del discorso. Lungo, interrotto al microfono da imprevisti blackout, vibrante di emozione: «Sarò il sindaco di tutta la città», esordisce. E ringrazio babbo Daniele per avergli trasmesso la passione per la politica da ragazzino. Poi, scherzando, quando l’elettricità ha fatto di nuovo i capricci: «Non vi preoccupate, è la spending review». Il suo elenco di priorità va dalla defiscalizzazione delle imprese alla riqualificazione energetica degli edifici pubblici e «Saremo inflessibili sul consumo di suolo».

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