Il Tirreno

Prato

Il Mondiale da spettatore di Alessandro Diamanti

di Vezio Trifoni
Il Mondiale da spettatore di Alessandro Diamanti

Luciano, padre del calciatore pratese, assicura che il figlio non ha rimpianti «Il fatto che sia andato a giocare in Cina non c’entra, lui tiferà comunque Italia»

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PRATO. Parte il Mondiale in Brasile e a poche ore dal match di esordio della nazionale azzurra con l'Inghilterra si sente la mancanza di Alessandro Diamanti, il nostro Alino nella formazione di Prandelli. «Non c'è nulla da preoccuparsi - spiega il padre Luciano - non finisce il mondo anche perché lescelte vanno rispettate e oltre ad Alessandro sono stati lasciati a casa tanti giocatori che potevano entrare in quella rosa. Ma non è stato così e comunque noi facciamo i migliori auguri all'Italia che si faccia onore». Per Alessandro a breve ripartirà il campionato in Cina con il Guangzhou».

«A metà giugno inizia il ritiro e a metà luglio comincia il campionato - continua Diamanti - Alino vive e abita nella terza città della Cina, che conta 14 milioni di cittadini, e tra l'altro è una bella città. Vive con la sua famiglia e come sempre si adegua ai ritmi diversi che impongono certe capitali e soprattutto si immedesima come pochi in questi ambienti. Lo sappiamo che fa amicizia facilmente e anche lì riesce a trovarsi bene».

Prato per Alino è la sua casa ma la sua fortuna è iniziata a Livorno per proseguire con il West Ham, il Brescia, il Bologna ed ora la Cina con la bella parentesi della nazionale e il rammarico, dopo che a gennaio ha scelto il paese orientale, di non essere in terra carioca tra i 23 convocati.

«Non penso che sia per il fatto che giochi in Cina che non sia stato convocato - continua Diamanti - anche perchè ha un tecnico come Lippi che è sempre in contatto con l'Italia. Scelte diverse».

Luciano Diamanti parla anche del Prato, che sta cambiando fisionomia: «Speriamo che possa concretizzarsi questo accordo con l'Inter, perché è un'opportunità da sfruttare - continua - essere point dell'Inter è davvero una chance anche perché il calcio a certi livelli a Prato manca. Paolo Toccafondi è un'appassionato e ha sempre vissuto nel calcio prima da giocatore e ora da dirigente l'importante che faccia le scelte con criterio e giudizio. Ma sono fiducioso».

E' finito un ciclo e se ne riapre un altro con l'uscita i due presidenti storici pratesi come Andrea Toccafondi, tra i professionisti, e Rodolfo Becheri tra i dilettanti. «Ad un certo punto bisogna essere bravi a lasciare ed entrambi hanno cercato di fare sempre il bene delle loro società - conclude Diamanti - è chiaro che se fanno come è riuscito a fare Rodolfo (ben 3 giocatori che hanno vestito la maglia azzurra) sarà sicuramente un successo. Comunque forza azzurri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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