Il Tirreno

Prato

la contraddizione

Una legge c’è, gli incentivi no

La Regione premia chi elimina le slot, ma non ha deciso come

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PRATO. La legge c’è, ma in pochi lo sanno, e soprattutto mancano gli incentivi. Sette mese fa con tanto di fanfara la Regione ha approvato con un solo voto contrario una legge contro le slot machine. La quale in pratica dice ai bar, ai pubblici esercizi e ai circoli: tu rimuovi le slot machine e io ti concedo gli incentivi. Se non le rimuovi, liberissimo di tenertele quelle macchinette mangiasoldi, ma sappi che dovrai pagare un’Irap maggiorata dello 0,1 per cento.

Nel nostro viaggio nei locali delle slot machine abbiamo incontrato diversi gestori che non sanno che esiste una legge regionale. Anche Aldo Lorenzi, direttore di Confesercenti, non ne sa nulla: «Ora mi informo». E hanno ragione, forse, a non sapere dell’esistenza della legge. Sì, perché esiste, è stata approvata, ma a livello di principi. Perché, il punto è questo, gli incentivi non sono stati ancora determinati.

La legge è bella, prevede anche il divieto della pubblicità dei giochi con vincite in denaro e l’impossibilità di aprire nuove sale giochi o nuovi spazi per il gioco in un raggio di 500 metri dalle scuole, dalle chiese, dai centri giovanili e così via.

Però in concreto, al di là dei buoni principi, non c’è. «Io vorrei rinunciare alla slot, ma la Regione che incentivi ci dà?Sì, perché per me le macchinette mi portano soldi per pagare l’affitto, e la Regione?», domanda un barista.

Uno dei promotori della legge, Enzo Brogi (Pd), sostiene che essa «cerca di scoraggiare il gioco. Il governo deve trovare risposte a questo problema con una maggiore severità fiscale». Brogi fornisce anche dei numeri, riferisce di «una mole di 90 miliardi di euro legata al gioco d’azzardo, con un guadagno enorme per le attività legate alla malavita e con un'entrata solo del 5,6 per cento per lo Stato. Il gratta e vinci è la terza impresa per entrate del nostro Paese». Giusto, ma gli incentivi? Dalla Regione rispondono che il regolamento è in fase di elaborazione. L’articolo 15 della legge spiega che con il regolamento di attuazione sono definiti in particolare «le modalità per la concessione dei contributi». È questo che i pubblici esercizi aspettano dalla Regione.RIPRODUZIONE RISERVATA

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