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Ucciso in strada, ipotesi gioco d’azzardo

Ucciso in strada, ipotesi gioco d’azzardo

Operaio cinese di 33 anni freddato con sei colpi di pistola. La compagna: «Usciva tutte le notti, non so dove andasse»

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PRATO. Un operaio cinese di 33 anni è stato ucciso nella notte con diversi colpi di pistola in via del Girasole, nella zona di San Giusto. Il cadavere dell'orientale è stato trovato da un passante intorno alle 2,30 riverso per strada. L'uomo ha subito chiamato il 112 e sul posto sono arrivate diverse pattuglie dei carabinieri insieme al tenente colonnello Gabriele Stifanelli, comandante provinciale dell'Arma, al sostituto procuratore Francesco Sottosanti che conduce le indagini e al medico legale Luciana Sonnellini. La vittima non aveva documenti con sé, ma è stato identificato per Zhou Guangrong, un trentatreenne originario dello Zhejiang in possesso del permesso di soggiorno dal 2007, che lavorava in alcune confezioni della zona e abitava non lontano dal luogo dell'omicidio, in via San Giusto. I carabinieri hanno rintracciato la compagna della vittima a casa ed è toccato ai militari l'ingrato compito di informarla di quello che era successo. La coppia ha una bambina di appena 4 anni.

La dinamica. Da quanto accertato il cinese è stato ucciso a colpi di pistola sparati a bruciapelo. Sulla strada sono stati rinvenuti sei bossoli di calibro 7,65 e si è accertato che a sparare è stata una sola pistola (si deduce che anche il killer sia uno solo). Almeno quattro i colpi andati a segno. Secondo i primi rilievi la vittima è stata colpita al cuore, alla schiena e alla testa, forse anche a un ginocchio, ed è stata finita con un colpo alla nuca.

Nessun testimone. Non ci sono testimoni oculari del fatto. Il cinese al momento dell'agguato indossava ciabatte, un paio di pantaloni corti chiari e una maglietta. Sul posto sono state inviate due ambulanze, della Misericordia e della Pubblica Assistenza. I servizi funebri della Misericordia hanno poi provveduto ha trasportare la salma all'obitorio di Pistoia, a disposizione della magistratura. A complicare il lavoro degli inquirenti c'è anche il fatto che nella zona sembra non ci siano telecamere di sorveglianza. Agli accertamenti collabora la squadra mobile della polizia.

La compagna di Zhou Guangrong ha detto che il marito lavorava per diverse confezioni, aveva l'abitudine di uscire la sera anche molto tardi e di non sapere dove andasse. Così ha fatto anche la scorsa notte, quando la donna si era già addormentata. Non vedendolo tornare al mattino, la compagna si è preoccupata e poi sono arrivati i carabinieri a darle la tragica notizia.

Ipotesi gioco d'azzardo. Il fatto che Zhou uscisse a tarda ora ha fatto lievitare l'ipotesi che l'omicidio possa essere legato al gioco d'azzardo. Negli ultimi tempi, infatti, si sono registrate numerose risse ed episodi di accoltellamento legati a debiti di gioco non pagati. E' questa la spiegazione dell'omicidio di via del Girasole? Al momento è una semplice deduzione. L'uso di un'arma da fuoco, però, ha fatto drizzare le orecchie agli inquirenti, perché accade molto raramente, almeno nella comunità cinese (ammesso e non concesso che sia cinese anche il killer). Va detto però che Zhou non aveva alcun precedente penale e non è mai stato controllato in compagnia di pregiudicati.

I residenti. Donatella Cappelli, una donna che abita insieme al marito Paolo Luzzi in una villetta proprio davanti al luogo dell'omicidio, dice di aver sentito i colpi. «Sì, stavo dormendo e sono stata svegliata da diversi colpi in rapida sequenza - racconta la signora Cappelli - Ho subito pensato a colpi di pistola ma non mi sono affacciata. Non ho sentito sirene o ambulanze e sono tornata a dormire».

Paolo Nencioni

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