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Prato

Presidenza del consiglio, una poltrona per tre

Presidenza del consiglio, una poltrona per tre

In lizza per l’incarico ci sono Massimo Carlesi, Ilaria Santi e Filippo De Rienzo Rocchi capogruppo del Partito democratico, entrano Napolitano e Tropepe

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PRATO. Obbiettivamente la poltrona è di prestigio e chi vi siede percepisce più o meno lo stipendio di un assessore. Sarà un volto giovane, un politico navigato o una donna – sarebbe una novità per Prato - a conquistare lo scranno di presidente del consiglio comunale? Per sciogliere il rebus di non facile soluzione, vista la disponibilità a ricoprire quel ruolo a partire dall’ex capogruppo Massimo Carlesi, dovrebbe bastare la riunione del gruppo consiliare Pd in via Carraia (ieri sera) arbitrata dal segretario provinciale Gabriele Bosi, tessitore di una linea unitaria che, fino a ieri pomeriggio, mancava. Il tempo stringe anche perché per domani pomeriggio è convocato il primo consiglio comunale dell’era Biffoni e dal gruppo consiliare Pd deve emergere prima possibile un’indicazione unitaria sul nome della presidenza. Da una parte c’è Massimo Carlesi, ex capogruppo Pd durante il governo di Cenni ed ex assessore: è entrato in consiglio comunale portando in dote la bellezza di 811 voti. La sua esperienza amministrativa è fuori discussione e durante l’ultimo mandato ha dimostrato di lavorare sodo, tanto da meritarsi un podio nella pagella 2013 dei consiglieri più presenti in aula al momento del voto. A farci un pensierino – e non lo nega – è Filippo De Rienzo, renziano della prima ora, fedelissimo del sindaco Biffoni, rimasto escluso dalla rosa degli assessori. «Ma non è per quello che mi sono reso disponibile per la presidenza del consiglio comunale - conferma al telefono - Mi piacerebbe ma l’importante è dare un segnale di unità come gruppo». Classe 1979, De Rienzo è alla prima esperienza in consiglio comunale ma si è fatto le ossa come capogruppo alla circoscrizione Nord nella passata legislatura: si fa forte di un pacchetto di 636 preferenze. I rumour nell’aria accreditano anche la candidatura di Ilaria Santi, in assoluto la regina della preferenze di questo consiglio comunale, con un pacchetto massiccio di 1007 voti. In quota civatiana, Santi non ha avuto forse quell’assessorato che, invece, a sentire i suoi tanti sostenitori, avrebbe meritato. La macchina del consiglio comunale la conosce bene (un mandato durante la scorsa legislatura) e per un soffio durante le primarie del 2013 non è entrata in Senato. Ce la farà stavolta a entrare in consiglio comunale? La triade dei papabili (più basse le quotazioni dell’ex consigliere provinciale Luca Roti, anche lui interessato) è in mano a Bosi che nella giornata di ieri ha terminato il giro di consultazioni. Un altro nodo da sciogliere in casa Pd, questo più facile, la figura del capogruppo: sembra che la quadra sia stata trovata sul nome del giovane Lorenzo Rocchi (836 preferenze), figlio del dirigente Rossano Rocchi, alla sua prima prova dietro i banchi del consiglio. «Carlesi, De Rienzo e Santi hanno tutti i numeri per il ruolo del presidente del consiglio comunale – sottolinea il segretario Bosi - L’obiettivo è arrivare una sintesi alla prima riunione del gruppo». Intanto, dopo la nomina di Simone Mangani e Monia Faltoni come assessori della nuova giunta, entrano in consiglio comunale i primi due non eletti nelle liste Pd, ovvero l’ex assessore provinciale Antonio Napolitano e la segretaria del circolo Tintori Serena Tropepe.

Maria Lardara

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