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Prato

Consigliere regionale accusa le Fiamme gialle

Consigliere regionale accusa le Fiamme gialle

Plateale protesta di Donzelli (Fratelli d’Italia) davanti al comando provinciale «Volevo segnalare due confezioni cinesi ma per me non avevano tempo»

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PRATO. Per Giovanni Donzelli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, è stato «un clamoroso episodio di omissione delle istituzioni preposte nella lotta all’illegalità economica», per la Guardia di finanza un semplice equivoco. Prima del chiarimento col comandante provinciale delle Fiamme gialle, Gino Reolon, c’è stata però, ieri pomeriggio, la plateale protesta del capogruppo consiliare del partito di centrodestra davanti al comando provinciale della Finanza in via Ferrucci.

Oggetto del contendere, il tentativo di Donzelli, ieri mattina, di segnalare la presenza di due confezioni cinesi sospette in via Fauli e in via Pio Vannucchi, vicino alla sua abitazione di Mezzana e a poche centinaia di metri dal comando della Finanza.

«Durante la campagna elettorale - racconta Donzelli davanti al comando di via Ferrucci - mi è capitato spesso di tornare a casa tardi e così ho potuto vedere degli strani movimenti intorno a quelle due confezioni, che hanno sede in fabbriche dismesse, via vai a notte fonda, trasporto di materiale edile, bombole di gpl, insomma tutti indizi che all’interno delle confezioni potessero essere state commesse delle irregolarità come accade quotidianamente a Prato».

Il consigliere regionale ci ha pensato un po’ e poi ha deciso di fare una segnalazione alle Fiamme gialle, per sollecitare un controllo su un tema molto caro al suo partito, quello cioè dei controlli al cosiddetto “distretto parallelo” cinese.

«Stamattina (ieri per chi legge, ndr) - racconta Donzelli, insieme a Cosimo Zecchi - mi sono presentato qui al comando come un semplice cittadino e ho chiesto di poter fare una segnalazione. Mi hanno fatto accomodare in sala di aspetto e quando ho potuto parlare con un finanziere (probabilmente un sottufficiale, ndr) ho verificato che non aveva intenzione di prendere la mia denuncia. Mi ha chiesto come facessi a essere sicuro che erano state commesse irregolarità. Io ho replicato che non potevo essere sicuro, ed era proprio per questo che sollecitavo un controllo da parte della Guardia di finanza. Mi hanno detto che loro non potevano stare dietro a tutte le segnalazioni e peraltro in quel momento erano impegnati, stavano aggiustando una porta. Quando ho detto che ero un consigliere regionale l’atteggiamento è un po’ cambiato, ma alla fine non mi è stato concesso di fare un verbale che attestasse la mia segnalazione. Hanno preso solo un foglietto con gli indirizzi delle due confezioni. Mi chiedo che cosa sarebbe successo se avessi detto subito che ero un consigliere regionale».

Successivamente Fratelli d’Italia ha interessato del caso il comando regionale e quello nazionale, ci sono state un po’ di telefonate e dopo la protesta davanti al comando c’è stato il chiarimento col colonnello Reolon. (p.n.)

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di Redazione web