La manifestazione
Pedoni, che vita rischiosa
PRATO. «Camminare è bello ma in questa città i pedoni abbiamo una vita difficile e pericolosa». Comincia così la lettera che Fiorenza Bettazzi, residente in via Marco Roncioni, aveva indirizzato nei...
PRATO. «Camminare è bello ma in questa città i pedoni abbiamo una vita difficile e pericolosa». Comincia così la lettera che Fiorenza Bettazzi, residente in via Marco Roncioni, aveva indirizzato nei giorni scorsi al Tirreno. La signora intendeva denunciare il fatto che «i marciapiedi sono diventati delle piste ciclabili, gli attraversamenti pedonali non sono rispettati e le autovetture non si fermano». In realtà i pericoli in agguato sono molto di più. Sabato scorso infatti la signora Bettazzi è stata vittima di uno scippo. Un giovane le si è avvicinato e le ha strappato dal collo una collanina. Uno spavento e una rabbia che si aggiungono al sentimento di impotenza di fronte alla prevaricazione di ciclisti, motociclisti e automobilisti nei confronti dei pedoni. «Nel tratto che va da via Roma a via Paolo dell’Abbaco - scrive nella lettera la signora Bettazzi - quando usciamo di case e mettiamo i piedi sul marciapiede rischiamo di essere investiti dai ciclisti. Nella nostra strada transitano giorno e notte migliaia di auto e mezzi pesanti. L’inquinamento atmosferico e acustico sono al massimo dello sforamenti dei parametri consentiti. L’aria è irrespirabile».
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