Sicurezza
Mondanelli: “Biancalani si dimetta da presidente dell’ordine”
L’ex assessore a sociale e sanità attacca: “Quell’organismo è diventato una succursale del Pd”. E sul bilancio del Comune: “Faremo un’operazione verità: abbiamo lasciato 3 milioni d’avanzo”
PRATO. "Non mi piace la parola opposizione, preferisco minoranza. Perché noi non saremo contro a prescindere: se verrà fatto qualcosa di giusto per la città, noi appoggeremo i nuovi amministratori". Dante Mondanelli, ex assessore al sociale e sanità nella giunta di Roberto Cenni, tra quarantotto ore entrerà nuovamente in salone consiliare ma questa volta per sedersi nei banchi destinati ai consiglieri eletti. Accanto a lui l'ex sindaco che assumerà l'incarico di capogruppo. Almeno così sembra.
Mondanelli, a due settimane dal voto che ha spazzato via il centrodestra riportando al governo i partiti della sinistra a Prato con percentuali bulgare (quasi il 58% a Matteo Biffoni), analizza la sconfitta: "Lo Tsunami Renzi - dice - ha travolto tutto anche in maniera inaspettata. Quello che tutt'ora non riusciamo a capire - aggiunge - è come si siano potuti perdere per strada quei 20mila voti che Cenni ebbe nel 2009 e che non sono tornati il 25 maggio scorso. Ci piacerebbe capire - continua - che cosa ha fatto di male la giunta nel governo della città secondo queste persone".
Vi aspettavate di andare al ballottaggio?
"Francamente sì, e lì sono convinto anche oggi che ce la saremmo potuta giocare come è successo a Livorno tra Pd e Movimento 5 Stelle. Ma non è andata così e su un risultato 70-30 c'è poco da dire".
Dei partiti del centrodestra che giudizio ha?
"Non ci hanno certo aiutato. Anche se alla fine Forza Italia ci ha sostenuto fino all'ultimo l'immagine di disgregazione che è stata data è stata pessima".
Quali sono i temi sui quali farete opposizione "senza se e senza ma"?
"Non ci arrenderemo mai sull'aeroporto che è assurdo fare in mezzo alle case e vigileremo che le posizione del sindaco Biffoni che dice di essere contrario alle fine non cambino. Vogliamo poi fare un'operazione verità sul bilancio che noi abbiamo lasciato perfettamente in ordine".
Veramente ci sono già cifre che non lasciano ben sperare: si parla di una ammanco di cassa di otto milioni di euro.
"Ed è una bugia. Il consuntivo è finito con un avanzo di amministrazione di tre milioni di euro che la giunta Biffoni si troverà. E se andranno a guardar bene si accorgeranno che il ragioniere del Comune, probabilmente anche per un eccesso di cautela, ha lasciato fondi per la copertura di introiti a rischio talmente alti da potere rimettere a posto tutta Italia. Altra questione è il bilancio di previsione che parte già con l'handicap, per esempio, della mancata approvazione delle tariffe Tasi che il consiglio delle scorsa legislatura ha bocciato assieme al consuntivo. Se la prima rata di Tasi fosse stata pagata il 16 giugno nella casse del comune sarebbero entrati 4 milioni di euro".
Sull'ospedale nuovo continuerà la sua battaglia?
"Di sicuro".
Che ne dice dell’assessore che ha preso il suo posto, Luigi Biancalani?
"Che mi dispiace per lui. Intendiamoci, il rapporto di stima e amicizia che c'è sempre stato, resta inalterato. Solo che è stato chiamato a ricoprire un ruolo che forse non conosce del tutto: si occuperà tanto di sociale e non so quanto potrà farlo di sanità. Una cosa però devo dirla: se non si dimetterà da presidente dell'Ordine dei medici mi dimetterò io da consigliere. Non è accettabile che quell'organismo sia diventatao una succursale del Partito democratico con il presidente, assessore in una giunta di sinistra, e due consiglieri con la tessera del partito".
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