Il Tirreno

Prato

Avaria o “inchino” per salutare gli amici

Avaria o “inchino” per salutare gli amici

Ai comandi dell’elicottero caduto nel campo dello Sporting Club uno dei soci rimasto praticamente illeso

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Un guasto meccanico o una bravata, una sorta di “inchino” in stile Francesco Schettino per salutare gli amici. Sono queste le due ipotesi in campo per spiegare quanto è successo ieri mattina allo Sporting Club di via Firenze, dove un elicottero pilotato da uno dei soci, si è schiantato sul campetto di calcio adiacente ai campi di tennis. Il pilota ne è uscito quasi illeso ed è un miracolo che non ci siano stati altri feriti, visto che una pala si è staccata è ha danneggiato due auto in sosta distanti più di 50 metri, fermandosi vicino al passeggino di una giovane donna che accompagnava i due figli al circolo (vedi articolo a fianco).

L’incidente è accaduto intorno alle 11 e ai comandi del Robinson R44, un elicottero da quattro posti, c’era Alessandro Bettini, 54 anni, impresario edile originario di Livorno ma da circa 30 anni residente a Prato. Il suo elicottero giallo è stato visto abbassarsi pericolosamente sul campetto di calcio e poi inclinarsi, prima di toccare il suolo con una delle due pale che è schizzata come un missile in direzione del parcheggio.

Il pilota, soccorso da un'ambulanza della Pubblica Assistenza, ha riportato un forte trauma cranico ma di fatto è uscito illeso dalla cabina, aiutato dai soci del circolo. «Stavo andando a Forte dei Marmi - queste le sue prime parole - quando si è accesa una spia che segnalava un'avaria. A questo punto ho tentato di atterrare nel campo dello Sporting ma l'elicottero si è inclinato». La versione dell'avaria meccanica, sostenuta dal pilota, sarà ora verificata dal sostituto procuratore Lorenzo Gestri, arrivato sul posto intorno alle 12. Il magistrato ha confermato che effettivamente il piano di volo comunicato dall'imprenditore all'Ansv, l'autorità che controlla i voli, prevedeva un tragitto da Prato verso la Versilia, ma alcune testimonianze raccolte sul posto (e altrettanti commenti impietosi nei confronti del pilota dell'elicottero) lasciano aperta un'altra ipotesi, e cioè che Bettini abbia voluto fare una sorta di "inchino", in stile Schettino, per salutare gli amici del club e che qualcosa sia andato storto nella manovra. Altrimenti bisognerebbe pensare che il passaggio sopra lo Sporting proprio nel momento in cui si è verificato il presunto guasto sia una semplice coincidenza. Nel pomeriggio i tecnici dell'Ansv hanno fatto un sopralluogo allo Sporting. Il direttore del circolo, Massimo Bardazzi, conferma che in via Firenze si è rischiato grosso: «Quella pala avrebbe potuto colpire qualcuno, è stata una fortuna che non ci siano stati altri feriti». E sui soccorsi ha qualcosa da aggiungere. «Da quando sono stati chiamati a quando sono arrivati è passato troppo tempo, nel frattempo i vigili del fuoco, la guardia di finanza e la polizia hanno raggiunto lo Sporting. Alla centrale del 118 mi hanno chiesto se eravamo più vicini alle Macine o al ponte Petrino.».

A conferma di ciò la testimonianza del portiere che, pur essendo uscito sulla strada per segnalare ai soccorritori il luogo esatto, ha visto l'ambulanza girare alla rotonda della Sacra Famiglia e dirigersi dalla parte opposta.

Paolo Nencioni

(ha collaborato R. Tempestini)

ALTRO SERVIZIO A PAG. 10

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa