Il Tirreno

Prato

Biffoni: con questa giunta un volto nuovo a Prato

di Cristina Orsini
Biffoni: con questa giunta un volto nuovo a Prato

Presentati in palazzo comunale i nove assessori: ecco chi sono Il sindaco si tiene la sicurezza. Allo sport il consigliere delegato Vannucci

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PRATO. Alla spicciolata e tutti eleganti. Espressioni tra il contento, il vittorioso e l’oddio-dove-sono-finito. Sono gli assessori della giunta Biffoni, la “new generation” che nella parole del primo cittadino «metterà faccia, passione, anima per il cambiamento di questa città. Cominceremo a lavorare subito - dice - appena finisce l’ambaradan». Ovvero flash, strette di mano, interviste, telecamere, chi chiede, chi da consigli, chi chiede udienza e via e via e via. Ed è così: per martedì 10 è convocata la prima giunta ( non alle 7 ma alle 9). Giovedì l’insediamento del consiglio comunale con le surroghe(entreranno Antonio Napolitano e Serena Tropepe al posto dei due consiglieri entrati in giunta) poi venerdì l’incontro istituzionale con il presidente del consiglio Matteo Renzi «per il quale - scherza ma non troppo Biffoni - ho già pronta una lista lunga così di cosa da chiedere». Fondi, prima di tutto, per l’interramento del raddoppio della Declassata al Soccorso (moratoria di un mese con il dirigente Lorenzo Frasconi)ma non solo. Punta alto Biffoni: «Trasformare Prato in una città europea, fulcro dell’area metropolitana - afferma - con un dialogo stretto con Firenze, Pistoia e anche Bologna per affrontare in maniera sinergica le questioni dei nuovi insediamenti produttivi, del manufatturiero e delle infrastrutture». E buona pace se sul fronte aeroporto le divergenze di vendute resteranno.

Attorno i nove della squadra (cui si aggiungeranno 3-4 consiglieri personali di Biffoni) per la prima volta in sala giunta talmente piena di giornalisti, telecamere, supporter e curiosi da straripare, che per cinque anni governeranno la città con pochi soldi, senza la Provincia nè le circoscrizioni e con una massa non indifferente di problemi da affrontare e forse risolvere: «Faremo un gran lavoro - attacca il primo cittadino camicia bianca, pantaloni blu elettrico cravatta in tinta - e in cinque anni cambieremo il volto di questa città. Sono orgoglioso delle persone che ho scelto perché rispecchiano ciò che volevo: competenza, passione, amore per Prato, voglia di lavorare. Rappresentiamo una nuova generazione che ha voglia di prendersi la responsabilità della città». E dunque eccoli qua, rigorosamente in ordine alfabetico: Filippo Alessi alla mobilità e all’ambiente; Valerio Barberis, all’urbanistica e alle infrastrutture; Luigi Biancalani, al sociale e alla sanità; Mariagrazia Ciambellotti alla scuola; Simone Faggi, vicesindaco con delega all’immigrazione; Monia Faltoni al bilancio; Simone Mangani alla cultura e ai giovani; Benedetta Squittieri al personale e all’agenda digitale e Daniela Toccafondi alla svilluppo economico. «Certo - aggiunge Biffoni - ho dovuto dire dei “no” dolorosi. Ma ho dovuto fare come Prandelli con Rossi: delle scelte per quanto penose».

In capo al sindaco resterà per ora lo sport «ma che affiderò a un consigliere delegato che sarà Luca Vannucci» (rimasto in pole per la nomina fino all’ultimo che avrà comunque la responsabilità del settore) e per sempre la delega alla sicurezza: «Vuole essere un segnale forte - spiega Biffoni - per fare capire ai cittadini che il problema per essere risolto deve essere affrontato sotto più aspetti e che la questione è talmente importante per questa giunta che il sindaco assieme a tutta la sua squadra ci mette la faccia». Non ha problemi il neo sindaco ad ammettere, nella scelta degli assessori, di avere rispettato «la composizione del Pd: non ci trovo nulla di male - dice - ma le persone le ho scelte io e in piena libertà. Sono le persone giuste al posto giusto». La prima grana che la nuova giunta affronterà sarà quella del bilancio sul quale Faltoni ha già cominciato a studiare. Cauto ma fino a un certo punto Biffoni: «Quelle che erano le avvisaglie della vigilia si sono tramutate in timori veri e propri: abbiamo un disavanzo per cassa di almeno 10 milioni. Ma come ho già detto useremo la massima trasparenza con la città e con il consiglio». Delicato il primo scoglio da superare: entro il 30 giugno il sindaco Biffoni dovrà chiedere al nuovo consiglio di approvare - pena il commissariamento - un bilancio consuntivo che il consiglio appena decaduto aveva bocciato all’unanimità: maggioranza e opposizione. «Non credo - afferma Biffoni - sia mai accaduto prima». Difficilmente il nuovo sindaco avrà problemi di tenuta vista la maggioranza schiacciante che ha in consiglio. Inoltre entro il 30 luglio dovrà essere pronto e approvato il bilancio di previsione che darà braccia e gambe al primo anno di amministrazione dell’era Biffoni.

Quali sono le priorità per gli assessori, tutti alla prima esperienza amministrativa? Idee chiare per Alessi: «Far diventare la Fattoria Medicea la sede deputata alle eccellenze produttive e agricole toscane è anche la nostra priorità». Un segno di continuità con la giunta Cenni ma con un passo in più: «Cercheremo di convincere la Regione - dice Biffoni - a partecipare all’asta in corso. E abbiamo idea anche di coinvolgere il ministero della Cultura. Con Franceschini - butta lì con nonchalance - ci si parlerà». Regione sempre molto presente negli interventi degli assessori. A partire da Barberis cui spetteranno partite difficili: a cominciare dall’interramento del Soccorso, passando per la trasformazione dell’area del Misericordia e Dolce e l’idea di ridare i soldi alla Regione (20-25 milioni) attraverso la perequazione e per finire con l’intervento degli interventi che riguarda il Macrolotto Zero. A Toccafondi il settore che forse più degli altri ha necessità di traino: lo sviluppo economico: «Comincerò - dice - ascoltando i bisogni della città». Per Squittieri (al personale) parla Biffoni: «Non credo ci sia persona in grado, meglio di Benedetta, di mediare quando è necessario e di decidere quando è il momento». Per Faggi (immigrazione): «Riprendere un percorso di integrazione significa ripartire dalla scuola».

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