Sicurezza
I “dannati” dell’Inferno di Iolo
In migliaia a ballare al ritmo tambureggiante della musica techno nel campo sportivo di Iolo sotto un sole cocente
PRATO. Può la prima cantica della Divina commedia del sommo Dante essere techno? Assolutamente si. E se qualcuno poteva essere scettico, l’evento che si è tenuto sabato 7 giugno ha fugato eventuali dubbi. “Opera music festival” è stato un tripudio di pubblico per dodici ore ininterrotte di musica e divertimento arrivato a Prato nella sua prima edizione e che da qui parte per un tour toccando varie città italiane. Già segnate in calendario le date di Firenze (Halloween) e Genova (a dicembre). Il segreto del successo è dovuto ai due giovani organizzatori Claudio Belgiorno ed Irene Querci che hanno voluto fare un abbinamento che se poteva avere il sapore di un ossimoro è, invece, risultato andare a braccetto in maniera perfetta.
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Il migliaia al reve party di Iolo
Dalle 12 di sabato fino a mezzanotte lo stadio di Iolo si è trasformato in una grande arena dove dai due palchi (uno più grande, l’altro più piccolo) si sprigionava musica techno, dove ha trovato largo spazio l'Inferno dantesco. La manifestazione ha fatto il pienone: gente arrivata da tutta Italia. Parcheggiati davanti lo stadio una quindicina di pullman. Bastava leggere le targhe per capire che l’evento ha richiamato appassionati del genere da ogni parte dello Stivale: Caserta, Napoli, Milano, Roma. Altri, hanno preferito, invece affidarsi al mezzo proprio per arrivare quanto prima all’”Opera music festival” (si parla di migliaia di presenze). I rintocchi delle campane del non distante campanile della chiesa di Iolo suonavano mezzogiorno e dal campo di Iolo partiva la musica. I ragazzi iniziano a scatenarsi.
Sono arrivati in maglietta e pantaloncini. Il sole è alto e il caldo si fa sentire. Ma per loro non è un problema. Si tolgono le T-shirt che si arrotolano in vita e ballano a torso nudo che dopo un paio d’ore ha già un colore ambrato. Le ragazze indossano canotte e shorts. D'"obbligo" gli occhiali da sole per proteggersi dai raggi solari. A poco importa se da terra si alza la polvere mentre i giovani muovono i piedi a ritmo delle note che si alzano dalle grosse casse del palco, l’intento è quello di ballare. La musica prosegue per tutto il giorno ed i giovani continuano a divertirsi. Tutto procede liscio, massiccia la presenza della security che provvede a regolare l’enorme afflusso che si registra in direzione dell’entrata. Oltre ai due palchi c’è l’angolo ristoro e poi gli organizzatori hanno pensato anche all’area relax.
Al fresco degli alberi c’è chi, nel pomeriggio, ha trovato un po’ di sollievo dal primo forte caldo della stagione in attesa che arrivi la sera. Il momento clou è dalle 18 in poi quando inizia l’animazione dell'Inferno. Il via alle danze lo danno delle ballerine in abiti succinti sotto gli sguardi dei ragazzi che fanno cori da stadi. Fino a mezzanotte vengono raccontati i sette peccati capitali, uno ogni ora con personaggi a tema e musica. A concludere il giro dei vizi è la lussuria. Finale col botto con i fuochi d’artificio.
«E’ stato un modo di fare cultura e musica – spiega l’organizzatore Claudio Belgiorno – Sul palco abbiamo visto, ad esempio, l’attore Francesco Gori e poi tre Dj uno più famoso dell’altro, Jeff Mills, Len Faki e Dj Rush. Perché questo evento? Perché secondo Opera – conclude Belgiorno – l’inferno di Dante è techno e lo abbiamo dimostrato».
Il video girato da Claudio Batavia
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