Il Tirreno

Prato

Distretto, crescono export e fatturati

di Alessandra Agrati
Distretto, crescono export e fatturati

L’indagine 2014 della Camera di Commercio: ma aumentano disoccupazione e indebitamento mentre calano i consumi

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PRATO. Ripresa si, ma i segnali sono comunque deboli e la pesante eredità lasciata dalla crisi funziona ancora come una zavorra. In occasione della dodicesima giornata dell' economonia la Camera di commercio di Prato ha diffuso i dati sull' andamento del distretto nel 2013 e le previsioni dell' anno in corso. «I dati analizzati - ha sottolineato il presidente della Camera di commercio Luca Giusti – indicano la vivacità dell' imprenditoria locale, crescono i fatturati e soprattutto le quote dell' export. In aumento anche le strat up di giovani e l'imprenditoria femminile. Il distretto rimane all' undicesimo posto nella graduatoria nazionale per valore aggiunto». Questo il bicchiere mezzo pieno, dall' altra continua la sofferenza del credito e cresce la disoccupazione, bloccati ancora i consumi delle famiglie. «La situazione resta difficile – spiega Dario Caserta responsabile dell' ufficio studi della Camera di commercio – l'eredità della pesante crisi è impegnativa: le aziende hanno smesso di investire proprio in un momento in cui era necessario e urgente rinnovare». A giocare la parte del leone l'export che, soprattutto nella seconda parte dell' anno ha registrato un incremento del 10,5% soprattutto verso la Germania (+5,7%) e il Regno Unito (+2,3%), complessivamente la domanda dei Paesi dell' Ue è cresciuta dell' 11,2%. «La buona tenuta dell' export – ha spiegato Caserta – sottointende una riorganizzazione e un riposizionamento competitivo da parte delle aziende. E questo, da solo, è già un segnale positivo». In termini congiunturali nel quarto trimestre 2013, la produzione industriale ha fatto segnare una variazione positiva (+3,8% rispetto al terzo trimestre) grazie all’andamento abbastanza soddisfacente del settore alimentare (+6,3%), del sistema moda (+4,1%) e della meccanica (+4,8%). Anche la dinamica tendenziale del fatturato manifatturiero artigiano mostra qualche miglioramento, se non altro nei termini di una flessione più contenuta rispetto al biennio precedente (-2,7% a fronte del -6,0% riscontrato nel 2012 e del -8,9% nel 2011). Dati poco incoraggianti, invece, per quanto riguarda il credito alle imprese: il volume complessivo dei finanziamenti concessi dalle banche per l’acquisto di impianti, macchinari e mezzi di trasporto è diminuito nel corso del 2013 di oltre 10 punti percentuali. Preoccupante anche il valore nominale degli impieghi caduti in sofferenza che ha superato, a fine 2013, la soglia “psicologica” del miliardo di euro. In media, durante il 2013, l’incidenza del tasso di decadimento è stata pari al 6,3 per cento, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto alla media del 2012. Sul fronte occupazione il 2013 ha registrato un leggero incremento dei flussi di avviamento al lavoro (+5,6%), ma la Cig, si è mantenuta su livelli decisamente elevati anche nel 2013 (circa 3,6 milioni di ore autorizzate su base provinciale) ed è cresciuta quella straordinaria (+129,4%; ). «Il mercato del lavoro – ha sottolineato Alessio Monticelli dell' ufficio studi – registra le variazioni in rispetto agli altri indicatori. Nel 2013 si è registrato ancora un alto tournover, il ricorso alla cassa integrazione può essere letto in modo positivo se si pensa che le imprese voglio mantenere intatto il proprio know how».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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