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Prato, Cgil: «Nella Rsa La Margherita di Paperino non si pagano gli stipendi»
Il sindacato segnala una situazione di disagio per i lavoratori della Cooperativa Agorà: «Le mensilità sono ferme a marzo anche alla Rsa di Cicignano»
PRATO. «Apprendiamo dalla stampa locale - scrive Sandro Malucchi della Funzione pubblica Cgil di Prato.- , e lo facciamo con piacere, dell'attenzione riservata dal consigliere regionale Gian Luca Lazzeri alle condizioni in cui versano le RSA pratesi, con particolare riguardo ai servizi mensa. Riteniamo però che i problemi per l'intero sistema integrato delle Residenze per anziani a Prato non stiano esclusivamente tra i fornelli ma che riguardino, maggiormente, le differenze dell'erogazione dei servizi e del pagamento, da parte dei cittadini, delle rette giornaliere per l'assistenza e cura dell'anziano».
« La retta standard, definita da delibera dell'Asl 4 e concordata con i gestori delle Residenze, prevede un costo di 105€ al giorno aggiunge Malucchi - . In cambio di ciò ogni anziano potrà godere di assistenza alberghiera e infermieristica, di animazione sociale e di servizi fisioterapici. Purtroppo sul territorio pratese non tutti stanno alle regole determinate dall'accordo dei 105€: la Cooperativa Agorà, che gestisce la RSA La Margherita di Paperino, applica tariffe che stanno molto sotto la cifra dei 105€ giornalieri, innestando il fastidioso meccanismo del dumping, aggredendo concorrenzialmente le RSA che invece rispettano i patti territoriali. Naturalmente c'è chi paga, sulla propria pelle, la concorrenza aggressiva dei prezzi della Cooperativa Agorà: i lavoratori della struttura, così come quelli della RSA di Cicignano sempre gestita dalla cooperativa e come quelli del servizio dell'assistenza domiciliare, hanno fermo il pagamento dello stipendio a marzo 2014». Insomma, le tariffe scendono per essere concorrenziali e attirare più ospiti ma poi può capitare che insorgano difficoltà nel pagare gli stipendi.
«Soltanto il senso di responsabilità dei lavoratori, nei confronti degli anziani che seguono, ha scongiurato perse di posizione dure nei confronti della parte datoriale, immemore per altro di accordi sindacali siglati in Prefettura con cui si impegnava al corretto pagamento dei salari. Auspichiamo quindi, ed infine, un maggior controllo da parte degli amministratori e dei politici di ogni aspetto del vivere in RSA sapendo che nel sistema complesso delle piccole comunità degli anziani hanno diritto di cittadinanza anche coloro che operano con professionalità e passione».
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