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Prato, ecco la giunta Biffoni: priorità bilancio, Fattoria Medicea e Soccorso
Presentata in Palazzo comunale la squadra del nuovo sindaco. La prima grana è sul consuntivo: mancano 10 milioni di euro per cassa. Il 13 incontro a Roma con il premier Matteo Renzi: "Ho una lista di richieste lunga così"
PRATO. Appassionati e competenti "in grado nei prossimi cinque anni di dare un altro volto alla città di Prato e su questo mi impegno io direttamente". Matteo Biffoni, 40 anni compiuti da poco, sindaco di Prato da dodici giorni, presenta in Palazzo Comunale, la sua squadra: nove persone, tre civici, sei fedelissimi. "Ho rispettato - spiega Biffoni - e non ci trovo nulla di male, quella che è la composizione del Partito democratico, ma ho voluto con me - aggiunge - persone che ritengo in grado di portare quel rinnovamento, anche anagrafico, del quale la città ha bisogno". Prato europea, Prato fulcro dell'area metropolitana "che dialoga con Firenze e Pistoia - dice il sindaco - ma anche con Bologna su temi che vanno dallo sviluppo degli insediamenti industriali, al manifatturiero, alle infrastrutture pur restando su opinioni diverse sul fronte dell'aeroporto".
Un fiume in piena Biffoni: per martedì 10 è convocata la prima giunta ( non alle 7 ma alle 9). Giovedì l’insediamento del consiglio comunale con le surroghe (entreranno Antonio Napolitano e Serena Tropepe al posto dei due consiglieri entrati in giunta) poi venerdì l’incontro istituzionale con il presidente del consiglio Matteo Renzi «per il quale - scherza ma non troppo Biffoni - ho già pronta una lista lunga così di cosa da chiedere». Fondi, prima di tutto, per l’interramento del raddoppio della Declassata al Soccorso (moratoria di un mese con il dirigente Lorenzo Frasconi) ma non solo.
Punta alto Biffoni: «Trasformare Prato in una città europea, fulcro dell’area metropolitana - afferma - con un dialogo stretto con Firenze, Pistoia e anche Bologna per affrontare in maniera sinergica le questioni dei nuovi insediamenti produttivi, del manufatturiero e delle infrastrutture». E buona pace se sul fronte aeroporto le divergenze di vendute resteranno. Via con nomi e deleghe rigorosamente in ordine alfabetico: Filippo Alessi, 38 anni, architetto, nel circolo del Tintori del segretario di Gabriele Bosi, all'ambiente e alla mobilità; l'archittetto Valerio Barberis, 43 anni, all'urbanistica e alle infrastrutture; Luigi Biancalani, 66 anni, presidente dell'ordine dei medici, ex preposto della Misericordia (ha presentato le dimissioni prima di accettare l'incarico di assessore) al sociale e alla sanità; Maria Grazia Ciambellotti , 53 anni,preside, alla scuola; Simone Faggi, 39 anni, operatore per progetti di accoglienza per i rifugiati, vicesindaco con delega all'immigrazione; Monia Faltoni, 43 anni, avvocato, con delega al Bilancio; Simone Mangani, 41 anni, delega alla cultura e ai giovani; Benedetta Squittieri, 37 anni, da sempre nel partito, responsabile welfare del Pd toscano, al personale e all'agenda digitale e Daniela Toccafondi, 52 anni, presidente di Prato Futura, docente universitaria, allo sviluppo economico.
Per sé il sindaco Biffoni si è tenuta - solo momentaneamente - la delega allo sport che assegnerà al consigliere delegato Luca Vannucci, rimasto in lizza per fare l'assessore fino all'ultimo (si tratta di uno di quei "no dolorosi" dei quali ha parlato Biffoni in conferenza stampa assieme a quello detto al presidente della Ovest Giovanni Moscae a tanti altri) e la delega alla legalità, questa in modo permanente: "Vuole essere un segnale preciso - spiega Biffoni - e con una duplice declinazione: che la giunta intera su questa questione di primaria importanza ci mette la faccia e che il problema della sicurezza deve essere affrontato su più piani per poter dare le risposte giuste".
Ecco chi sono i nuovi assessori
Gli assessori della giunta Biffoni arrivano alla spicciolata e tutti eleganti. Espressioni tra il contento, il vittorioso e l’oddio-dove-sono-finito. Sono la “new generation” che nella parole del primo cittadino «metterà faccia, passione, anima per il cambiamento di questa città. Cominceremo a lavorare subito - dice - appena finisce l’ambaradan». Ovvero flash, strette di mano, interviste, telecamere, chi chiede, chi da consigli, chi chiede udienza e via e via e via.
Attorno al sindaco i nove della squadra (cui si aggiungeranno 3-4 consiglieri personali di Biffoni) per la prima volta in sala giunta talmente piena di giornalisti, telecamere, supporter e curiosi da straripare, che per cinque anni governeranno la città con pochi soldi, senza la Provincia nè le circoscrizioni e con una massa non indifferente di problemi da affrontare e forse risolvere: «Faremo un gran lavoro - attacca il primo cittadino camicia bianca, pantaloni blù elettrico cravatta in tinta - e in cinque anni cambieremo il volto di questa città. Sono orgoglioso delle persone che ho scelto perché rispecchiano ciò che volevo: competenza, passione, amore per Prato, voglia di lavorare. Rappresentiamo una nuova generazione che ha voglia di prendersi la responsabilità della città». «Certo - aggiunge Biffoni - ho dovuto dire dei “no” dolorosi. Ma ho dovuto fare come Prandelli con Rossi: delle scelte per quanto penose».
La prima grana che la nuova giunta affronterà sarà quella del bilancio sul quale Faltoni ha già cominciato a studiare. Cauto ma fino a un certo punto Biffoni: «Quelle che erano le avvisaglie della vigilia si sono tramutate in timori veri e propri: abbiamo un disavanzo per cassa di almeno 10 milioni. Ma come ho già detto useremo la massima trasparenza con la città e con il consiglio». Delicato il primo scoglio da superare: entro il 30 giugno il sindaco Biffoni dovrà chiedere al nuovo consiglio di approvare - pena il commissariamento - un bilancio consuntivo che il consiglio appena decaduto aveva bocciato all’unanimità: maggioranza e opposizione. «Non credo - afferma Biffoni - sia mai accaduto prima».
Quali sono le priorità per gli assessori, tutti alla prima esperienza amministrativa? Idee chiare per Alessi: «Far diventare la Fattoria Medicea la sede deputata alle eccellenze produttive e agricolele toscane è anche la nostra priorità». Un segno di continuità con la giunta Cenni ma con un passo in più: «Cercheremo di convincere la Regione - dice Biffoni - a partecipare all’asta in corso. E abbiamo idea anche di coinvolgere il ministero della Cultura. Con Franceschini - butta lì con nonchalance - ci si parlerà».
Regione sempre molto presente negli interventi degli assessori. A partire da Barberis cui spetteranno partite difficili: a cominciare dall’interramento del Soccorso, passando per la trasformazione dell’area del Misericordia e Dolce e l’idea di ridare i soldi alla Regione (20-25 milioni) attraverso la perequazione e per finire con l’intervento degli interventi che riguarda il Macrolotto Zero. A Toccafondi il settore che forse più degli altri ha necessità di traino: lo sviluppo economico: «Comincerò - dice - ascoltando i bisogni della città».
Per Squittieri (al personale) parla Biffoni: «Non credo ci sia persona in grado, meglio di Benedetta, di mediare quando è necessario e di decidere quando è il momento». Per Faggi (immigrazione): «Riprendere un percorso di integrazione significa ripartire dalla scuola» e scatta il consenso della Ciambellotti (alla scuola, appunto). Priorità per Mangani : "Sarà fare una rete di attività culturali sul territorio puntando molto anche suulìarte contemporanea". La seconda, invece, sarà capire cosa fare di Vittorio Sgarbi, consulente super pagato del Comune. Infine l'assessore Biancalani che resta perplesso sulla funzionalità del nuovo osepdale: "Prima di tutto - dice - dovremo capire cosa non funziona". Anche qui in ballo entra la Regione.
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