Attenzione
Elio Vito: "Vorremmo fare di più per le sofferenze di Giangrande
Il presidente della commissione Difesa della Camera incontra la figlia del brigadiere di Prato dei carabinieri ferito a Roma nel bicentenario della fondazione dell'Arma
PRATO. “Siamo vicini al brigadiere Giangrande e vorremmo potere fare di più per dare sollievo alle sue sofferenze fisiche e psicologiche”. Lo ha detto il presidente della commissione difesa della Camera Elio Vito, in occasione delle celebrazioni del bicentenario della Fondazione dell'Arma dei carabinieri, incontrando nel palazzo di Montecitorio a Roma la figlia del brigadiere di Prato dei carabinieri, Giuseppe Giangrande, medaglia d'oro al valore civile, ferito il 28 aprile 2013 davanti a palazzo Chigi.
“Sappiamo - rileva Vito - che soffre molto, al punto da non potere essere qui fisicamente. Come soffrono da oltre un anno i suoi cari, la cui vita è cambiata per sempre. La sua terribile esperienza ci ha colpito nel profondo, anche in quanto sintomatica della grave crisi valoriale che attraversa il Paese e che segna in questo tempo il legame tra istituzioni e cittadini. Nel giorno del giuramento del nuovo Governo Letta, l'aggressione perpetrata davanti a Palazzo Chigi ha potuto trovare alimento velenoso nell'aggressività dei toni quotidiani del dibattito politico, nella caduta di ogni forma di rispetto per l'avversario politico, nell'insulto, nella banalizzazione dei problemi del Paese e nel clima di 'caccia alle streghe'. Un clima che, oltre a condurre il Paese verso l'abbrutimento, serve la causa della deresponsabilizzazione collettiva e non sposta di un millimetro i problemi che premono sulla nostra agenda”.
“Le istituzioni e il Paese - conclude Vito - devono tutto a persone come voi, lo abbiamo detto il 2 giugno e lo ripetiamo anche oggi. Mi auguro che questo incontro dia la misura del vincolo indissolubile che ci lega e offra a tutti noi una prospettiva costruttiva e di speranza”.
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