Sicurezza
Prato, avvocatessa perseguitata su Facebook da uno stalker
Il legale, Sabrina Serroni, ha portato alla luce la situazione di cui è vittima da quando difende una donna per un caso di molestie
PRATO. Per essere stalker fino in fondo, non si accontenta di perseguitare e minacciare l’ex convivente, ma ha iniziato a infastidire pesantemente pure il legale della donna che lo ha denunciato. La vicenda, che vede come protagonista un professionista della provincia di Pistoia (al momento non trapelano altri particolari), è scoppiata ieri sulle pagine di Facebook grazie allo sfogo dell’avvocatessa pratese Sabrina Serroni. "In uno degli ultimi procedimenti penali per stalking di cui ho assunto il mandato difensivo - scrive Serroni sul social network - l'ex convivente della mia cliente ha deciso di fare la guerra anche a me, sol perché rappresento un inutile intralcio al suo gioco sporco e meschino. Io ho un compito, che è quello di tutelare gli interessi e i diritti della mia assistita, di farle ritrovare un po' di serenità (oscurata purtroppo dai suoi atti persecutori che si susseguono incessantemente a qualunque ora del giorno e della notte e in qualunque luogo), ma soprattutto di infonderle quel coraggio per andare avanti e quella fiducia necessaria che la giustizia, seppur lenta, farà sicuramente il suo corso, finchè le molestie e gli abusi che è costretta a subire tutti i giorni, da due anni a questa parte, saranno solo un brutto ricordo".
L’avvocatessa Serroni riferisce che lo stalking non avviene in modo diretto, ma attraverso l’assistita. "Negli sms che scrive all’ex convivente - ci dice - mi seppellisce di epiteti ed insulti di qualunque sorta, i più veniali dei quali sono “fallita”, “demente” e “pivella”. Poi aggiunge: “la distruggerò in udienza”. Chiedendo alla donna di farmi sapere quello che scrive. Il tutto senza avermi mai vista né conosciuta. Una storia che va avanti dal 9 marzo e per la quale sto depositando una denuncia. Allo stalker che si "intrufola" nel mio profilo Facebook posso solo dire di continuare ad offendermi come e quando vuole. I suoi epiteti infantili e poco signorili, che mal si addicono ad una persona del suo rango, saranno sottoposti al vaglio di un tribunale che molto presto sarà chiamato a pronunciarsi anche per questi reati". Se a difendere la donna fosse stato un uomo? Sabrina Serroni pensa che "lo stalker probabilmente si sarebbe comportato in un altro modo". Insomma, in questa vicenda non manca una componente maschilista. (f.a.)
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