Il Tirreno

Prato

Al gran ballo delle poltrone di enti e giunta

di MARIO LANCISI ;
Al gran ballo delle poltrone di enti e giunta

La sfida di Matteo Biffoni: largo ai giovani, tagli alle indennità e niente doppi incarichi

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di MARIO LANCISI

Taglio delle indennità i nominati dal Comune nelle società partecipate. No ai doppi e tripli incarichi. Basta con gli enti pubblici trasformati in cinghia di trasmissione e di consenso per i partiti. Rottamazione dei vecchi dirigenti e disco verde per le nuove leve della politica pratese. Sono le linee guida che il neo sindaco Matteo Biffoni intende seguire, una volta formata la giunta (vedi articolo a parte), nelle nomine negli enti pubblici, così come ha anticipato al Tirreno. « Sì,l'obiettivo è quello di ridurre i compensi di chi viene designato nelle partecipate. Dobbiamo affermare l'idea che si viene nominati per svolgere un servizio per i cittadini. Gli enti non devono essere luoghi di potere ma di servizio. Per questo sceglierò persone efficienti, competenti e generose sul piano dell'impegno politico e civile», spiega Biffoni.

Si apre una nuova stagione per la sinistra pratese. Finito il tempo in cui al Consiag si decidevano i destini politici della città? Il Matteo pratese scuote la testa: «Non direi che era così. Diciamo che in passato c'era una cinghia di trasmissione tra partito e partecipate. Ora la cinghia va spezzata. Il consenso uno se lo deve guadagnare nel servizio ai cittadini, e non nell'accumulo di potere».

Sessantuno partecipate. Finito il tempo del vecchio gruppo dirigente dei Ds, sulla scia del quarantenne Biffoni avanza una nuova classe dirigente. La formazione della giunta e le nomine nelle partecipate sarà il banco di prova per capire il nuovo potere in città. «Il mio obiettivo è creare una nuova classe dirigente che guardi al futuro di Prato, promuova l'innovazione e riporti la città al centro della scena regionale e nazionale», aggiunge Biffoni.

Le società, gli enti e le fondazioni partecipate e controllate dal Comune sono sessantuno, anche se molte non hanno un gran potere e gli incarichi non vengono ricompensati. Si pensi, tanto per fare un esempio, alla Società pratese di storia patria e al Comitato cittadino per le attività musicali.

Enti. Si apre in città il grande ballo delle poltrone e delle poltroncine. Si va dall’Asm, presieduta da Alessandro Canovai, l’anno, alla Sori, la società di riscossione (presidente Giovanni Luchetti, Forza Italia). Dalla Gida, spa che si occupa della gestione degli impianti e della depurazione delle acque (presidente Gabriele Mammoli) all’Interporto della Toscana centrale (presidente Carlo Longo).

Dall’Epp, la società che gestisce le case popolari (presidente Federico Mazzoni) alla Pratofarma, da cui dipendono le farmacie pratesi (presidente Alessandro Tuci).

Molte di queste partecipate non sono in scadenza e Biffoni non intende mandare a casa i nominati dal predecessore Roberto Cenni, sindaco della giunta di centrodestra: «Li incontrerò uno per uno e se verificherò un'identità di vedute rimarranno al loro posto fino alla scadenza», assicura il sindaco.

Generazione Matteo. Ancora presto per stilare il toto-nomine delle partecipate e dei candidati, nel 2015, al consiglio regionale, dove non sarà più confermato, per aver raggiunto i due mandati, l’ex sindaco Fabrizio Mattei. Senza contare il fatto che in caso di elezioni anticipate scatterà la corsa anche per uno o due seggi in parlamento. Attorno a Biffoni si sono affermati uno stuolo di under 40, in gran parte renziani della prima ora, raggruppati nel comitato “Adesso Prato per Renzi”, dove spiccano, tra gli altri, Alessandro Brogi, 40 anni, consulente finanziario e imprenditore, amico del sindaco, Filippo De Rienzo, 35 anni, ingegnere elettronico, tra i fondatori del Pd pratese, e Monia Faltoni, 43 anni, avvocato. Accanto a questi renziani doc, ci sono anche il giovane segretario del Pd Gabriele Bosi(che il prossimo anno potrebbe sostituire Mattei in Regione), Lorenzo Rocchi, che ha guidato le occupazioni delle sedi del partito dopo la vicenda del 101 parlamentari che nel 2013 impallinarono Prodi nella sua ascesa al Quirinale, e Benedetta Squittieri,segretaria del partito nel 2009 quando la sinistra perse il Comune ma tornata in auge (fa parte della componente Franceschini-Giacomelli).

Chi scende e chi sale. Poi ci sono quelli che, pur non essendo della generazione di Biffoni, lo hanno sostenuto nella battaglia per la conquista.

Dal presidente dei medici Luigi Biancalani, a Ilaria Santi, civatiana, la più votata per il consiglio comunale (in pole position per in futuro per un posto in Regione o in Parlamento).

L’avvento di Biffoni segna l’inevitabile tramonto della vecchia classe dirigente. Personaggi che hanno segnato la storia della sinistra pratese. Dagli ex parlamentari Andrea Lulli (apprezzato per le sue competenze industriali ) all’ex sindaco e consigliere regionale Fabrizio Mattei. Escono di scena per lasciare il campo ad una nuova generazione. La vittoria di Biffoni ha anche il sapore di un passaggio di testimone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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