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Prato

Opere pubbliche della Provincia di Prato a rischio

Opere pubbliche della Provincia di Prato a rischio

Se l’ente dovrà pagare i due milioni e 750mila euro allo Stato come contributo per gli 80 euro in busta paga ai cittadini, potrebbero saltare molti progetti già appaltati

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PRATO. È grigio il cielo sopra la Provincia di Prato, dopo la diffusione della notizia del contributo da due milioni e 750mila euro nelle casse dello Stato per sostenere la distribuzione alle classi meno abbienti dei famosi 80 euro. E nel consiglio provinciale di oggi, mercoledì 4 giugno, il presidente Lamberto Gestri non ha usato mezzi termini: «Siamo preoccupati è inutile negarlo. Stiamo lavorando alle soluzioni, soprattutto per garantire l’operatività dell’ente anche dopo la sua soppressione». Sono sei, infatti, i milioni di euro già stanziati per opere pubbliche a cui manca solo il via libera, ma che sono ferme per il blocco imposto dal patto di stabilità. «Se dovesse tramutarsi in legge il decreto in cui è inserito l’obbligo di versamento del contributo da due milioni e 750mila euro – ha detto l’assessore provinciale alle politiche di difesa del suolo, Stefano Arrighini – dei sei milioni, tre sarebbero a rischio».

Nel computo totale c’è anche un milione di euro destinato agli interventi sui fiumi per la messa in sicurezza degli argini. Soldi destinati alle ditte che, una volta effettuati i lavori, stanno battendo giustamente cassa alla Provincia. Gestri, durante il suo intervento a braccio davanti al consiglio provinciale si è riferito anche a questo aspetto. «Se riusciremo a garantire operatività anche dopo il 23 giugno, giorno della fine delle Province – ha spiegato – rimarrò in carica per questo periodo di transizione. Altrimenti, se non potrò intravedere la possibilità di lavorare per sistemare alcune situazioni che non si possono più rinviare, come l’ambito dell’edilizia scolastica, intendo lasciare l’incarico».

Dover versare due milioni e 750mila euro allo Stato significa anche trovare altri due milioni per garantire la capacità di spesa rispetto al patto di stabilità, come ha sottolineato lo stesso Gestri, aggiungendo: «Tra l’altro, quest’anno abbiamo subito un incremento dell’83% dello stesso patto di stabilità. Questo è dovuto al cambiamento del triennio di riferimento, in cui sono inclusi anche i 25 milioni che il Governo ci ha dato per fronteggiare la crisi economica del territorio. Solo che questi soldi sono stati spesi anche per i cittadini della provincia di Firenze e di quella di Pistoia. Credo che, in questo senso, sarebbe servita una ripartizione più equa dei conti». Entro il 23 giugno, la Provincia dovrà convocare un nuovo consiglio, durante il quale spiegare nel dettaglio le misure che intende adottare per far fronte a questo squilibrio di bilancio assolutamente inaspettato.

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