Il dolore
«La valle del Bisenzio è un colpo al cuore»
Parla Fabio Muzzi il fotoreporter autore delle immagini della città e dei suoi dintorni scattate da un aereo a 120 all’ora
PRATO. Ventiquattro foto dall'alto per scoprire Prato e i suoi dintorni come solo chi sorvola la zona con un aereo o un elicottero può averla vista. E' l'iniziativa del Tirreno grazie agli scatti di Fabio Muzzi, fotoreporter del giornale con una grande esperienza in fatto di voli su bellezze naturali e architettoniche da fotografare. Un lavoro sulla valle del Bisenzio e zone limitrofe che, come sottolinea l'autore delle foto, gli ha procurato «un colpo al cuore».
«Siamo arrivati su Prato con un aereo da Artimino - racconta lo stesso Muzzi - E già in quel punto si possono vedere edifici storici di una bellezza rara. Ma quello che mi ha stupito di più è stato il contrasto tra la vallata e le montagne. Un insieme assolutamente particolare in cui l'occhio si perde. Non si sa davvero dove guardare con attenzione». Il problema è che dover fotografare elementi precisi viaggiando su un aereo non è per niente facile. Bisogna avere le idee molto chiare su ciò che si deve fare. «Svolgere questo genere di servizi con un aereo è diverso dal farlo a bordo di un elicottero - racconta il fotoreporter, originario di Siena, ma stabilitosi a Pisa, ma con lavori realizzati in varie parti del mondo - Tra l'altro, una preoccupazione è stata mantenere gli standard di sicurezza. Proprio in base a questi non è stato possibile riprendere la parte a est della città, essendo vicina all’aeroporto di Firenze. I responsabili del volo, tra l’altro, volevano che fotografassi da un oblò. D'altra parte, a una velocità di 120 chilometri orari, con continue virate e il vento c'è il rischio di sentirsi male. Facendo questi servizi dal 1991, però, sono riuscito a farmi aprire completamente un portellone per avere la migliore visuale possibile e a far effettuare virate al pilota con inclinazioni anche di 30 gradi, in modo che le foto non venissero troppo schiacciate come su Google map».
E proprio di Google map Muzzi si è servito per individuare prima i soggetti da ritrarre. »Avevo una lista di aree da fotografare - spiega - e ne ho fatto stampe da studiare anche insieme al pilota dell'aereo. La Toscana è una terra bellissima. Osservarla dal basso o dall'alto, però, è un'altra cosa. Ma alla fine Prato ha saputo darmi una soddisfazione incredibile, visto che ha luoghi bellissimi e antichi vicini a contesti più moderni. Il difficile è stato proprio isolare ciò che poi è andato a finire sulle 24 fotografie in regalo con il giornale dal resto della città».
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