Lutto
Prato, Fattoria medicea all’asta per 6 milioni ma la Regione non partecipa
Vinicio Biagi: “Stanzieremo fondi per metterla in salvaguardia”, il sindaco Matteo Biffoni: “E’ un problema che ho ben presente”, l’ex assessore Goffredo BorchI: “C’è il rischio che un privato le ricompri”
PRATO. Scrostata, cadente, saccheggiata. E' la Fattoria Medicea voluta la Lorenzo il Magnifico per sperimentare a Prato nel 1477, coltivazioni e allevamenti d'avanguardia. Un luogo di lavoro unico in Europa che cade a pezzi per incuria e scelte sbagliate, creato ai piedi della villa padronale, la Villa Medicea di Poggio a Caiano che invece recentemente è stata inserita nei beni patrimonio dell'umanità dell'Unesco.

Muri scrostati, crolli, recinzioni divelte, ecco come sono le Cascine di Tavola (foto Batavia)
Destini molto diversi. La Villa di Poggio resta ben salda in mani pubbliche, mentre la specialissima fattoria di Prato tra pochi giorni, il 13 giugno (e non il 6 come scritto inizialmente), potrebbe tornare ai privati e a prezzo di saldo: 6 milioni di euro appena. Venerdì 13 giugno infatti la Villa andrà all'asta: prezzo base 6 milioni e 260mila euro, rilancio minimo di 50mila euro, cauzione è del 10%, giudice delegato Raffaella Brogi, delegato alla vendita il notaio Francesco D'Ambrosi, il curatore fallimentare il commercialista Fabio Tempestini.
Il destino amaro quello della Fattoria disegnata dall'archistar dell'epoca Giuliano da Sangallo, venduta dal Comune ai privati negli anni Settanta, passata di mano e alla fine bloccata dalla magistratura - con conseguente processo penale - proprio nella fase nella quale i tetti erano stati eliminati, perché il progetto di restauro prevedeva frazionamenti assurdi: le Cascine del Magnifico sarebbero diventate un resort di lusso con spa annessa. Un sequestro scattato nel 2008 e terminato nel 2012 senza che per altro nulla si sia mosso fino a oggi, che come conseguenza - oltre a quella di condannare la Fattoria a un inesorabile degrado - ha portato al Fallimento i proprietari "La Fattoria Medicea srl" (ottobre 2012).
Che fine farebbe la fattoria se dovesse tornare tra i beni di un privato? Il rischio c'è ed è alto, secondo l'ex assessore all'Ambiente Goffredo Borchi il primo a puntare sul ritorno del complesso in mano pubblica con appelli pressanti d'intervento alla Regione. "Sei milioni - afferma Borchi - non sono molti e se la prima asta andrà deserta il prezzo calerà a poco più di quattro". Un affarone. Una preoccupazione che condivide anche il nuovo sindaco Matteo Biffoni:"Sono qui da tre giorni - dice - ma ho ben presente la questione. Il Comune per legge non può partecipare all'asta ma l'impegno è di fare in modo di mettere il complesso almeno in sicurezza".
Con l'aiuto - questa volta pare garantito- della Regione che però non parteciperà all'asta del 13 né a quelle - se andrà deserta - che seguiranno . "Perché è una modalità - afferma Vinicio Biagi, dirigente regionale che per volere del presidente Enrico Rossi si occupa specificatamente dei problemi di Prato e dei rapporti tra la città e l'ente - che non viene ritenuta idonea. Questo non significa - prosegue - che la Regione si disinteresserà".
Due la strade sulle quali potrebbe muoversi, entrambe arrivate però fuori tempo massimo: una trattativa stragiudiziale che prevede un accordo con i creditori (praticamente un'unica banca e qualche professionista) o lo stanziamento di fondi "per trovare una soluzione transitoria in accordo con gli enti locali - conclude Biagi - che consenta però di mettere in salvaguardia il bene che un altro inverno così non può passarlo". Insomma il complesso del Magnifico prima o poi verrà coperto. Alla buon'ora.
Le immagini del disastro (foto Batavia)









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