Sicurezza
Biffoni prova a tranquillizzare i licenziati del Pecci
Il sindaco di Prato: «Nessuno rimarrà senza lavoro. Istituiremo un tavolo con sindacati e Regione per una ricollocazione di chi ha perso il posto»
PRATO «Nessuno resterà senza lavoro». Così il presidente del museo Pecci nonché sindaco Matteo Biffoni dopo la prima riunione del consiglio d'amministrazione del Centro di martedì 3 giugno. Con quelle parole, il sindaco, che rimarrà ancora alla guida del museo, si è rivolto ai nove lavoratori licenziati.
«Sarà fatto un progetto per il ricollocamento dei 9 licenziati, un serio problema che devo risolvere, anche se non l'ho certo creato io - continua Biffoni - non possiamo lasciare a case questi lavoratori, ma troveremo il modo per farli tornare a lavorare ciascuno nel loro ambito». Nessuna riassunzione al museo Pecci però, altrimenti si sarebbero dovuti dimettere gli altri membri del cda che avevano votato a favore del licenziamento, a parte il rappresentante della regione, Angelo Formichella, l'unico a votare contro. Verrà così attivato un tavolo di concertazione con il Comune, sindacati e Regione per individuare le modalità del ricollocamento.
Intanto in consiglio regionale, l'assessore alla cultura Sara Nocentini, rispondendo ad un'interrogazione presentata da Monica Sgherri di rifondazione comunista, ha confermato l'impegno della regione per salvaguardare il posto di lavoro per il nove lavoratori licenziati e per il rilancio effettivo del museo Pecci, dopo che è avvenuto il cambio dell'amministrazione comunale alle ultime elezioni amministrative, puntando ad un'integrazione in un sistema museale e culturale più ampio.
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