Il Tirreno

Prato

Prato, a rischio i campi estivi per bimbi con handicap

di Maria Lardara
Prato, a rischio i campi estivi per bimbi con handicap

Problemi al bilancio comunale di previsione bloccano i fondi per il sostegno Preoccupazione per oltre 250 famiglie, comprese quelle con problemi d’indigenza

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PRATO. Lo chiameremo Lorenzo con un nome di fantasia per proteggere la sua privacy. Ha 16 anni, deve convivere con l’autismo e come gli altri ragazzini ha diritto a frequentare un campo estivo. Se fosse per la mamma, non ci sarebbe nemmeno bisogno di pensarci due volte. Come l’anno scorso, la scelta andrebbe a ricadere sul centro estivo organizzato dall'associazione “L’isola che c’è” dove Lorenzo si era trovato molto bene. Invece quest’anno i suoi genitori devono pensarci: al ragazzino non è stato ancora garantito l’educatore di sostegno al centro estivo.

Budget comunale in bilico. Ci doveva pensare il Comune che solitamente ogni anno erogava un bonus alle associazioni secondo la gravità dell’handicap del bambino (fino a un massimo di 1000-1100 euro), tale da coprire le spese per l’operatore di sostegno almeno per un mese di centro estivo. In genere, le domande delle famiglie che chiedevano il contributo venivano trasmesse ai servizi sociali entro fine maggio. Quest’anno la madre di Lorenzo non ha ricevuto indicazioni: tutto dipende dal budget di risorse comunali a disposizione. Tecnicamente il campo estivo di Lorenzo dovrebbe prendere il via il 9 giugno prossimo, nell’ambito del cartellone comunale “Estate ragazzi 2014” (una cinquantina di proposte tra cooperative, associazioni e parrocchie).

Mancanza di certezze. «Come faccio a iscriverlo senza essere certa del sostegno assicurato del Comune? Dopo la scuola mio figlio non può stare a casa senza fare nulla. A quel punto – lamenta la madre di Lorenzo – sarei costretta a prendere l’aspettativa retribuita dal lavoro per stare con lui. Logico che l’associazione, senza l’operatore di sostegno garantito, non sia in grado di accogliere un bambino con handicap». Ad aspettare non sono solo le circa 60 famiglie che vorrebbero regalare al proprio figlio disabile la gioia di un’estate spensierata, ma anche 200 famiglie con situazioni d’indigenza (Isee sotto i 6mila euro). L’educatore di sostegno dei centri estivi sarà a loro carico se non si dovessero sbloccare i fondi per i contributi.

Grande preoccupazione. «Tanti genitori di bambini diversamente abili sono preoccupati – ammette la psicologa Luciana Bigagli, presidente de “L’isola che c’è” che da anni organizza campi estivi senza far spendere una follia alle famiglie (65 euro a settimana) – Il cartellone di “Estate ragazzi” è stato pubblicato, ma non si sa nulla dei finanziamenti per il sostegno. Le associazioni e le famiglie da sole non possono sostenere i costi».

Risorse già stanziate. Che fine hanno fatto i fondi – si parla di circa 70-80mila euro – che l’assessorato alle politiche sociali stanziava ogni anno per alleviare la spesa delle famiglie per i centri estivi? «Le risorse sono già state stanziate – assicura la dirigente di settore Rosanna Lotti – solo che per motivi tecnici legati a problemi sul bilancio di previsione non si è potuto procedere all’assegnazione. L’auspicio è che possa farlo prima possibile la nuova giunta, appena si riunirà. E se la situazione non si dovesse sbloccare, studieremo altre possibilità per erogare i contributi. In ogni caso, alle famiglie era già stata indicazione di iscrivere i loro figli».

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