Sicurezza
Anche alla Castellina buche e cumuli di rifiuti
I residenti di quella che un tempo era un’oasi felice della città si lamentano «Traffico continuo, parcheggio selvaggio e un’incuria sempre più dilagante»
PRATO. La Castellina non è più un'oasi felice, su segnalazione di Francesca Berti, che ha mandato una mail raccontando un quartiere diverso da quello che i pratesi si immaginano, abbiamo fatto un giro fra via del Palco, via Romagnosi, via Molino di Filettole per vedere la reale situazione. Il quartiere è sempre bello, ma effettivamente qualche segno di degrado è arrivato anche qui. Le strade sono piene di buche, soprattutto in via Molino di Filettole sono profonde almeno 4 centimetri, anche in via del Palco dopo via Nuti la situazione non migliora: pietre sconnesse all' altezza della fermata dell' autobus e ancora buche profonde. Come segnala la lettrice in questo tratto le macchine sfrecciano ad alta velocità, nella speranza di guadagnare qualche minuto perso durante l'interminabile coda che dal lunedì al venerdi verso le 18 si forma dal bar Miraglia fino al ponte Datini.
«La situazione – spiega una residente – è insostenibile, abito in via Miniati e davanti casa per almeno un' ora c'è una fila di vetture interminabile, con relativo concerto di clacson». Altro punto dolente è la piazzetta, dove c'è l'obelisco, il centro del quartiere. Qui nel pomeriggio si riuniscono molti ragazzi che però parcheggiano le loro macchine ovunque, perfino in mezzo alla strada. A questo si aggiunge che è l'unico punto per poter girare se si deve andare verso via Razzi. «E' sempre mancata una segnaletica che indicasse dove girare – spiega un commerciante – penso che la manovra corretta dovrebbe essere girare intorno all' obelisco, ma in realtà tutti svoltano prima creando quindi ulteriori ingorghi». A proposito di segnaletica in via Molino di Filettole la scritta stop a terra è ormai inesistente. «Altra consuetudine – spiega un residente – è percorrere il tratto di via del Palco fra via Nuti e la piazzetta in contromano». Difficilmente si vedono i vigili in questa zona. «Più spesso – commenta Giovanni – si intravedono le macchine della polizia e dei carabinieri ma sono parcheggiate davanti ai due bar del quartiere». A completare il quadro una discarica a cielo aperto nei giardini vicino a via Nuti; qualcuno da giorni ha abbandonato dei mobili. Del resto questo spazio verde per anni è stato abbandonato a sé stesso.
Alessandra Agrati
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