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Prato

Coi nuovi studi di settore è caos per 30mila aziende di Prato

di Francesco Albonetti
Coi nuovi studi di settore è caos per 30mila aziende di Prato

Entro il 16 giugno il reddito dovrà essere verificato con un software messo on line dall’Agenzia delle Entrate ma non è aggiornato. Scatta la richiesta di una proroga

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PRATO. Saranno settimane di fuoco quelle che attendono gli imprenditori di Prato e provincia e i loro commercialisti o i consulenti tributari. Il 16 giugno si avvicina e per quella data dovranno aver provveduto alla verifica della congruità del proprio reddito, attraverso un nuovo software dell’Agenzia delle Entrate, e versare le imposte allo Stato rispetto al 2013. E proprio l’utilizzo di Gerico, così si chiama l’applicativo messo online dal Fisco, è la fonte di maggior preoccupazione delle circa 30mila aziende della zona.

Studi di settore rivisti. L’introduzione di Gerico è stata decisa dall’Agenzia delle Entrate dopo il cambiamento degli studi di settore, lo strumento che il fisco italiano utilizza per rilevare i parametri fondamentali di liberi professionisti, lavoratori autonomi e imprese per il pagamento delle tasse. Gerico, come si legge sul sito della stessa Agenzia delle entrate, «consente il calcolo della congruità, tenuto conto della normalità economica, della coerenza economica e dell’effetto dei correttivi "crisi", per i 205 studi di settore applicabili per il periodo d’imposta 2013». Insomma, il suo utilizzo è obbligatorio per stabilire se il giro d’affari di un’azienda è congruo oppure no rispetto a quanto ritiene debba essere secondo il Fisco italiano.

Chi deve usare Gerico. Il nuovo software deve essere usato da tutte le tipologie di aziende, nelle varie nature giuridiche, al di fuori dei regimi agevolati del tipo “dei minimi”, oppure “ex minimi” o con nuove iniziative produttive, nuove attività o cessazione attività. Poche sono escluse, quindi, dall’accertamento online. Se si calcola che all’inizio del 2013 le aziende attive iscritte alla Camera di commercio di Pisa erano 29.180, di cui 16.337 imprese individuali, considerate le varie chiusure che ci sono state negli ultimi mesi a causa della crisi, si può tranquillamente dire che saranno circa 30mila le realtà imprenditoriali chiamate a confrontare il proprio reddito con il tanto temuto Gerico. E non si tratta di una preoccupazione relativa solo alle tasse da pagare. Ma anche alla gestione stessa del software e ai tempi stretti con cui commercialisti e consulenti sono chiamati a operare.

Mancano gli aggiornamenti. La paura degli addetti ai lavori è dovuta alle scarse informazioni a disposizione per usare Gerico. i commercialisti e titolari di studi tributari lamentano di non avere avuto ancora la possibilità di utilizzare il software dell’Agenzia delle Entrate. Le stesse software house non hanno trasmesso gli aggiornamenti, perché il Ministero non ha ancora provveduto ad aggiornare i parametri in relazione allo stato di crisi attuale con le rispettive misure d’emergenza. Le difficoltà degli addetti ai lavori sono quelle di calcolare le imposte nei tempi a ridosso delle scadenze del 16 giugno.

La richiesta di proroga. Il mondo dei commercialisti, alla luce di questa situazione, è in subbuglio. La categoria ha sollevato l’allarme tramite gli ordini professionali, richiedendo una proroga che possa consentire di applicare l’imposizione disposta dal Ministero dell’Economia con la dovuta o minima tranquillità per un giusto e corretto adempimento. Questa proroga necessaria serve soprattutto per evitare di comunicare da un giorno all’altro l’importo da versare ad ogni contribuente. E i contribuenti, tanto per cambiare, sono nel marasma della burocrazia ancor più dei loro commercialisti.

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