Attenzione
Prato, Mazzoni e Bernocchi: “Venderemo Consiag e coi soldi abbasseremo le tasse”
Parte la campagna elettorale del primo partito della coalizione Cenni, sul tavolo anche i temi dell’aeroporto con una stoccata a Matteo Biffoni, candidato del centrosinistra e del vecchio ospedale: “Servira ad ospitare i barellati del Santo Stefano”
PRATO. Diciannove volantini, ma forse diventeranno qualcuno in più, per cinque anni di amministrazione di Forza Italia. Dall'omertà caduta nella Chinatown delle confezioni, ai 12 milioni di Imu risparmiati perché applicata senza aumenti e con le aliquote base ("e senza il pagamento della mini-imu unico Comune in Toscana") , dal risparmio di luce e gas dopo la rottura, mai sanata, con Consiag Servizi, alle piste ciclabili, ai fontanelli, ai 100mila utenti serviti con il porta a porta ("nel 2009 erano 7mila l'aumento è stato del 900 per cento"), fino ai 25 milioni per finanziare il lavoro a Prato, passando dalla diminuzione del 50 per cento delle tariffe della mensa per le famiglie in difficoltà.
La saletta della sede di Forza Italia è tappezzata dai manifesti delle cose fatte in questi anni dagli assessori e dai consiglieri azzurri, riassunti per slogan. Da lì, da quei poster, parte la campagna elettorale del partito - più strutturato e con più voti - che scende in pista per sostenere la ricandidatura di Roberto Cenni. Senza sconti per nessuno e probabilmente senza quel sentimento buonista che è invece tra le novità del nuovo corso del Pd. Tutti presenti allo start: senatore e coordinatore Riccardo Mazzoni, vice Alessandro Giugni, la pattuglia degli assessori: Rita Pieri, Goffredo Borchi, Giorgio Silli, Filippo Bernocchi, il capogruppo Roberto Baldi e i consiglieri, quelli rimasti fedeli. Mazzoni stigmatizza: "L'appoggio incondizionato alla giunta Cenni ci è costato in termini di scissioni e fratture interne" e sulla mancata presenza del sindaco all'avvio della campagna elettorale: "E' informato, nessuna esclusione". Ma è verso il Nuovo centrodestra che parte l'affondo: "Non siamo noi gli estremisti - puntualizza - ma chi da cinque anni cerca di staccare la spina alla giunta Cenni".

(Da sinistra Silli, Baldi, Giugni, Mazzoni, Borchi, Bernocchi Pieri)
Baruffe interne al centrodestra a parte, la campagna elettorale di Forza Italia si giocherà su un tema forte: "La necessità assoluta dei Comuni - afferma Mazzoni - di reperire fondi". Ed è Filippo Bernocchi a spiegare come il Comune di Prato troverà ciò che gli serve: "Venderemo le quote di Consiag, con i 100 milioni che verranno incassati si potrà alleggerire il peso delle tasse di pratesi. La questione è serissima - prosegue - perché dallo Stato non arriverà un euro: per alleggerire la pressione fiscale, per garantire l'operatività dei Comuni saranno due le strade: o aumentare le tasse, o procedere alle dimissioni delle partecipate. Tertium non datur". La discontinuità nella gestione delle partecipate la rivendica Mazzoni che in particolare di Consiag dice: "A Prato è una scatola vuota perché tutto ormai è stato trasferito a Siena. Serve solo ai giochi e alle clientele della sinistra".
(Riccardo Mazzoni, senatore e coordinatore provinciale di Forza Italia)
Un altro tema cruciale della campagna lo butta sul tavolo il vicesindaco con delega all'Ambiente e Centro storico Goffredo Borchi: "L'ampliamento di Peretola che la Regione e il Governo Renzi vogliono far passare sulla testa di Prato. Matteo Biffoni (competitor Pd ndr) - continua Borchi - prima era tentennante poi ha preso posizione contro quando ha visto i risultati delle indagini. Ha garantito che avrebbe chiesto a Renzi di bloccare il progetto ma due giorni dopo uno dei sottosegretario del premier ha dato il via libera ai finanziamenti. Dunque - continua Borchi - della sinistra non si può certo far conto". Un passaggio sul vecchio ospedale: "Fermiamo le macchine - chiede Mazzoni - perché come noi dicevano almeno una parte del vecchio edificio dovrà ospitare i barellati del Santo Stefano che nel nuovo presidio non trovano posto. Abbiamo assistito a programmazione sanitaria vergognosa".
Sul fronte immigrazione è Silli (delega anche all'Europa) a elencare le cose fatte: dai fondi reperiti nei ministri, ai progetti sull'alfabetizzazione dei bambini cinesi, fino alla presentazione, in cinque anni, di progetti per intercettare fondi europei per oltre 40 milioni di euro. Infine la scuola, "il fiore all'occhiello dell'amministrazione Cenni" afferma Mazzoni. "Siamo riusciti a dare risposte alle esigenze delle scuole, dei ragazzi e delle famiglie - conclude Rita Pieri - perché io e il mio staff ci siamo messi a servizio della comunità. L’amministratore che non lo fa, non serve a nulla".
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