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Prato

Macchinette guaste, auto intrappolate nel parcheggio dell’ospedale

Macchinette guaste, auto intrappolate nel parcheggio dell’ospedale

Grandi proteste al Santo Stefano di Prato: impossibile pagare il pedaggio e la sbarra non si alzava. Il racconto di un consigliere della Circoscrizione Ovest

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PRATO. Disagi e proteste nella serata di domenica 30 marzo al parcheggio dell’ospedale Santo Stefano. Una lunga fila di persone si è formata poco prima delle 21 perché si erano guastate le macchinette per la riscossione del pedaggio. A raccontare l’accaduto è Dino Minervino, consigliere del Partito democratico alla Circoscrizione Ovest.

«Alle 20,45 dopo essere stati a fare visita a un mio parente - scrive Minervino - mi si è gelato il sangue nel vedere che fila avrei dovuto fare per pagare il parcheggio, avvicinandomi alle persone ho cominciato a sentire persone che chiamavano i carabinieri, altre la polizia municipale, tutto questo perchè le macchinette del pagamento automatico del parcheggio erano una fuori uso completamente e l'altra funzionava male. Dopo circa 10 minuti si è bloccata anche quella, quindi non c'era più verso pagare, la sbarra del parcheggio non si alzava perché anche quella funzionava male, quindi potete capire che in 10 minuti si è veramente creato il caos».

«Pagare un servizio può anche essere giusto - aggiunge Minervino - Pagare un disservizio a un'azienda che gestisce in questa maniera un parcheggio di una importanza come quella di un ospedale nella terza città del centro Italia credo che sia un ingiustizia intollerabile, la richiesta che abbiamo fatto con la raccolta delle 1.500 firme in 3 giorni di avere il parcheggio gratuito nelle ore del passo si dimostra ancora più sensata e urgente, questo disservizio si è verificato di domenica, ma se succede durante i giorni di lavoro, e può succedere, si rischia anche di creare dei problemi a chi magari nella pausa pranzo invece di andare a mangiare va in ospedale a trovare i propri cari e rischia a causa di un guasto di non entrare al lavoro in orario».

«Una cosa è stata fatta con lungimiranza - conclude ironicamente Minervino - Hanno pensato bene di mettere delle panchine in prossimità delle casse automatiche, in caso si dovessero guastare almeno qualcuno si può tranquillamente sedere...».

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