Sicurezza
«Giù le mani dalla nostra preside»: quattro flash mob nelle scuole della Valbisenzio
All’iniziativa hanno partecipato genitori, insegnanti, alunni e personale Ata. Tutto per sostenere la causa della dirigente Alessandra Salvati che rischiava di perdere il posto a causa dell’annullamento del concorso. Il consiglio dei ministri ha congelato la situazione scongiurando questa eventualità
VAIANO. «Giù le mani dalla nostra preside». Queste le parole esposte con grandi cartelli a lettere cubitali nei quattro flash mob organizzati oggi, 31 marzo, per protestare contro il possibile licenziamento di Alessandra Salvati, dirigente scolastico dell’ istituto comprensivo Bartolini. L’appuntamento era alle 8,15 alla scuola de La Briglia, alle 10 alle elementari di Vaiano, alle 11,30 a Carmignanello e alle 13 alla scuola media. Per l’occasione, genitori, insegnanti, alunni e personale Ata si sono fatti fotografare di spalle davanti alle scuole. Salvati rischiava di perdere il posto a causa dell’ annullamento, per un vizio di forma, del concorso per dirigenti scolastici della Toscana. L'imperfetto è d'obbligo perché nel corso della giornata è poi arrivata la buona notizia. Le soluzioni anticipate nei giorni scorsi dal ministro Giannini per risolvere due vicende spinose - quella dei lavoratori ex Lsu e l'altra dei dirigenti scolastici toscani - sono state messe nero su bianco. Oggi pomeriggio il consiglio dei ministri ha, infatti, approvato un decreto legge ad hoc per evitare disagi su entrambi i fronti e garantire il regolare completamento dell'anno scolastico. Soddisfatti i ministri Poletti e Giannini per l'approvazione del provvedimento che consente l'attuazione in tutto il Paese dell'accordo raggiunto venerdi' scorso con i sindacati.
In Toscana il giudice amministrativo ha annullato parzialmente il concorso, su base regionale, per 112 dirigenti scolastici bandito nel 2011 creando una situazione di difficile gestione dal momento che i presidi gia' nominati nell'anno scolastico 2012-2013 avrebbero dovuto lasciare il proprio incarico per effetto di questo annullamento. Le scuole coinvolte avrebbero dovuto quindi essere affidate e un "reggente" (un preside che già gestisce altri istituti) e gli attuali dirigenti sarebbero stati riassegnati alle scuole di provenienza in sovrannumero.
Con il decreto approvato oggi si congela di fatto la situazione, consentendo cioè ai dirigenti scolastici già nominati di rimanere, fino al rinnovamento della procedura di concorso, nelle sedi assegnate.
La norma va, comunque, oltre la specifica vicenda. Potrà essere applicata, infatti, anche nelle altre regioni dove ci sono contenziosi simili aperti come, ad esempio, l'Abruzzo, il Molise, la Calabria e la Campania, qualora si venissero a trovare in una situazione analoga in seguito a pronunce dei giudici.
Per quanto riguarda l'annosa vicenda dei lavoratori ex Lsu e dei cosiddetti "appalti storici" impiegati nei servizi di pulizia in oltre 4.000 scuole di tutta Italia, nei giorni scorsi i ministri dell'Istruzione, Giannini, e del Lavoro, Poletti, avevano già concordato, e annunciato, un Piano straordinario biennale di riqualificazione del personale attualmente impiegato nei servizi di pulizia delle scuole.
Il processo di razionalizzazione della spesa pubblica, che ha portato al ricorso alle Convenzioni Consip, ha determinato nel tempo una riduzione dello stanziamento per servizi di pulizia nelle scuole di circa 250 milioni l'anno. Un taglio che ha avuto conseguenze su occupazione e reddito del personale attualmente in servizio presso le ditte di pulizia, con un esubero stimato in circa 11.000 lavoratori (su una platea di 24.000 lavoratori coinvolti).
Il Piano biennale - al centro di un Accordo con le parti sociali raggiunto venerdì notte - individua un percorso di riconversione del personale interessato per attuare piccoli interventi di manutenzione ordinaria nelle scuole. La norma approvata oggi consente di attuare questo Piano anche nelle regioni (Campania e Sicilia) dove al momento non e' attiva la convenzione Consip e manca dunque un aggiudicatario (in queste due regioni si andrà avanti fino al prossimo 31 con l'attuale ditta fornitrice dei servizi di pulizia).
L'accordo firmato tra Governo e sindacati prima del week end prevede che il personale in questione continueràà a svolgere i servizi di pulizia, ma anche appunto piccoli lavori di manutenzione per garantire la sicurezza degli edifici. Il ministero ha garantito la disponibilita' di risorse significative, 450 milioni di euro fino al 30 marzo 2016 (150 milioni per l'anno 2014 e 300 milioni per l'anno 2015). Al tempo stesso verra' avviato un programma di sostegno al reddito facendo ricorso ai fondi degli ammortizzatori sociali in deroga e verra' favorito l'esodo volontario di circa 700 lavoratori che gia' posseggono i requisiti per andare in pensione a breve.
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