La protesta
«Hockey o handbike, il mio cuore è sempre biancazzurro»
Lo sportivo pratese ripercorre gli ultimi anni della sua vita: dall’incidente in moto alla “rinascita” «Mi ritengo fortunato: ho ricevuto e continuo a ricevere tantissimo affetto ovunque mi trovi»
PRATO. Un'anima da vero guerriero, come ha sempre dimostrato di avere. Uno spirito da combattente che solo i più grandi riescono a tirare fuori, soprattutto nei momenti difficili. Christian Giagnoni è andato ben oltre queste prerogative e da quel grande appello del 23 dicembre 2010 quando ha subito l'incidente con la sua moto, “capitano non mollare!” messaggio che dirigenti, compagni e tifosi hanno voluto inviare a Christian, ha iniziato una nuova vita in città. Il giorno prima aveva compiuto 35 anni ed era un atleta al massimo delle sue potenzialità oltre che essere capitano della squadra dell'hockey. «È stato qualcosa di incredibile e adesso pensare che sono già passati 3 anni e mezzo da quell'incidente mi sento bene da una parte ma chiaramente c'è sempre qualcosa che rimane dentro». Prato ti è stata vicina. «La mia città si è stretta intorno a me e soprattutto l'hockey mi ha sempre supportato e aiutato - continua Giagnoni - ho continuato, appena ho potuto, a frequentare il palazzetto e a seguire la squadra. Mi ha fatto molto piacere quando andiamo a giocare contro le altre squadre il sostegno che sia i tifosi che i giocatori mi fanno. Questo per me è un grande segnale e in molti casi non ho mollato perché avevo sempre l'appoggio di tutti».
E' un cambiamento in tutto. "Non è vero, perchél'aspetto diverso è che non posso camminare tutto il resto è rimasto uguale - spiega Giagnoni - vado agli allenamenti, ora con l'handbike mi alleno per le strade di Prato, faccio palestra e continuo ad uscire con gli amici».
Hai provato a fare delle cure e anche li hai avuto il sostegno di tutti. «Sì è stato incredibile perché piazze come Viareggio, Lodi e Novara si sono organizzate per creare eventi a sostegno delle cure che dovevo fare e hanno raccolto fondi per continuare a farle - dice Giagnoni - mi è venuta la pelle d'oca soprattutto a Lodi perché c'era il palazzetto pieno e tutti a incitare il mio nome».
Sei un pratese doc. «Sì ho sempre vissuto a Prato e amo la mia città che riesce con il volontariato a fare grandi cose - spiega Giagnoni - il mio punto di riferimento è Maliseti perché c'è il circolo e il palazzetto e l'hockey è nato li. Mi fermo con le persone anziane che mi raccontano gli aneddoti di quanto l'hockey giocava nella pista del Quinto Martini. E' straordinario perchèési ricordano di particolari incredibili». Ma com'è Prato per un disabile? «Non ho visto la differenza perché riesco a raggiungere qualsiasi posto e anche il centro - continua il capitano dell'hockey - la sera molte volte vado con amici in qualche locale per fare due chiacchiere e divertirci insieme».
Ora hai scelto l'handbike. «Mi sono avvicinato a questa disciplina così bella e di fascino soprattutto per il grande carisma di Alex Zanardi con cui ho potuto parlare domenica scorsa dopo la Maratona di Roma dove lui ha vinto e io sono arrivato nono. E' uno sport bellissimo perché ci sono tantissimi appassionati che vogliono arrivare al traguardo e vivono questa esperienza come divertimento. Ora aspetto di correre a Prato a Pasquetta la Maratonina Città di Prato e dopo aver vinto a Pistoia mi piacerebbe confermarmi davanti al Castello dell'Imperatore».
Un luogo dove vai e ti rilassi «Il Palarogai è per me il cuore della mia vita e quando ci vado ho sempre tanti ricordi - continua Giagnoni - abbiamo vinto scudetti e giocare la coppa campioni contro il Barcellona è stato qualcosa di eccezionale».
I colori biancazzurri cosa rappresentano? «Tutto, perché ho sempre giocato per questi colori e mi piace stare con le persone della mia città. Lo scorso anno a luglio a Vaiano la palla grossa ha sfidato il calcio storico fiorentino e anche in quell'occasione è stato bello vivere la tradizione pratese insieme a quella fiorentina». «Ho fatto mio il motto "Son di Prato e voglio esser rispettato - prosegue Giagnoni - soprattutto quando andiamo in trasferta ma è anche un atteggiamento positivo che Prato è una città importante ed ha tanti personaggi che la rappresentano da Benigni a Nuti i fratelli Veronesi nello spettacolo e tanti sportivi come Paolo Rossi, Vieri,Diamanti,Tempesti,Pagnini, Chechi e tanti altri che sanno tutti che sono di Prato.E quando sono stato a Roma ho corso con la bandiera biancazzurra a testimoniare che sono di quella città a tutto il mondo».
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