Finanza
Addio Federico, stella lucente
A Vaiano centinaia di persone hanno partecipato al funerale di Bertini del forno Steno
VAIANO. «Ciao amore mio, da oggi c'è una stella in più che brilla in cielo, è la più bella, la più grande. Continua a guidarmi da lassù come hai fatto in questi mesi dopo la morte del babbo. A me restano in qualche angolo, qua vicino a me i tuoi occhi che continuano a brillare». Tiziana la madre di Federico Bertini, del Forno Steno, morto per un aneurisma ad appena 31 anni, con fatica sale i gradini dell' altare della Badia e parla al microfono, per ricordare suo figlio e ringraziare tutte le persone che anche questa volta le sono state vicino.
«Dopo la morte di Fabrizio è sbocciato quell' uomo che era in te e mi hai sempre aiutata, protetta, continua a farlo anche da lassù dove avrai sicuramente trovato il babbo». Per l'ultimo saluto a Federico, comproprietario insieme alla madre dello storico forno, sono accorsi in tanti, già alle 9,30, mezz'ora prima del funerale, chiesa e piazzale sono gremiti, è stato istituito un servizio d'ordine speciale per regolare il traffico.
La cerimonia inizia con una decina di minuti di ritardo, Tiziana insieme ai familiari, vuole stare da sola con la bara del figlio. Il distacco è duro, dopo la morte del marito sei mesi fa, ora deve dare l'addio all' unico figlio. Momenti strazianti e poi, sempre composta nel suo dolore, segue la bara di Federico portata a spalla dai compagni della Master, la squadra di nuoto del Csi. A confortare Tiziana l’allenatore Sergio Puggelli.
A celebrare il funerale il parroco don Carlo Bergamaschi. «La morte non guarda in faccia a nessuna, non segue nessuna logica, non si cura che questa famiglia abbia già pagato un prezzo molto alto. Non ho una risposta al perché di questa tragedia, ma se anche l'avessi non potrebbe sollevare Tiziana da un dolore così straziante come la morte di un figlio».
La bara è ricoperta di fiori bianchi, sopra è stata posata la maglia viola della fiorentina con il numero 31, una sciarpa con i colori della squadra e una maglia rossa con la scritta "Cagnola" il soprannome con cui gli amici chiamavano Federico. A lato della bara, come era successo per i funerali del padre, una gigantografia che ritrare Federico sorridente.
«Il dolore per la morte di Federico - ha ricordato don Bergamaschi - ha fatto fermare un intero paese. Tutti lo ricordiamo davanti al negozio, con il suo sorriso buono. Aveva ancora tanto da donare e altrettanto da ricevere».
Tra le panche, gli zii, le nonne, i cugini, gli amici e tante persone che hanno voluto rendere omaggio non solo a Federico, ma anche a Tiziana. «Il primo pensiero - ha sottolineato il parroco nell' omelia - è andato a te. Tutti ci siamo chiesti come potesse il tuo cuore contenere così tanto dolore».
Le offerte raccolte durante la funzione religiosa saranno devolute ad un' associazione de beneficenza che sarà scelta dalla famiglia Bertini. La salma di Federico è stata tumulata nella cappella di famiglia dove è anche sepolto il padre Fabrizio.
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