Il dolore
Protestano gli “esodati” della scuola
PRATO. Avrebbero i requisiti per andare in pensione e si sarebbero già ritirati dalla vita lavorativa se la legge Fornero non glielo avesse impedito rimandando di cinque o sei anni il loro...
PRATO. Avrebbero i requisiti per andare in pensione e si sarebbero già ritirati dalla vita lavorativa se la legge Fornero non glielo avesse impedito rimandando di cinque o sei anni il loro pensionamento. Sono i cosiddetti Quota 96, gli “esodati” della scuola, professori che hanno già compiuto 60 anni, con 36 anni di contributi (o 61 +35 oppure 40anni contributivi), ma ancora dietro la cattedra a causa di un pasticcio legislativo. In queste condizioni a Prato ci sono circa venti insegnanti, alcuni dei quali erano presenti alla conferenza stampa indetta ieri dal professor Franco Spirito, docente di educazione fisica alla scuola media “Lippi” e rappresentante del comitato civico Quota96 sul territorio. «Siamo vittime di un’ingiustizia e chiediamo che le norme specifiche del comparto scuola in ambito pensionistico siano fatte valere anche nei confronti della legge Fornero - dichiara Spirito - senza contare che la permanenza in servizio di docenti ultrasessantenni impedisce l’ingresso nella scuola a nuove generazioni di insegnanti: soltanto nella scuola dove insegno ci sono 6 professori ultrasessantenni e un solo docente under 30». L’incontro è servito anche per rilanciare la protesta in vista del prossimo 10 aprile, data in cui il governo dovrebbe riferire sulla disponibilità di una eventuale copertura finanziaria.
Barbara Burzi
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