Il Tirreno

Prato

Assolto il medico che non seppe prevedere il suicidio

Paolo Nencioni

PRATO. Il medico non poteva prevedere il suicidio della sua paziente. Per questo il dottor Marchio Sarchielli, già in servizio al Dipartimento di salute mentale dell’Asl 4, è stato assolto ieri dal...

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PRATO. Il medico non poteva prevedere il suicidio della sua paziente. Per questo il dottor Marchio Sarchielli, già in servizio al Dipartimento di salute mentale dell’Asl 4, è stato assolto ieri dal giudice monocratico Massimiliano Signorini «perché il fatto non costituisce reato». Il giudice ha accolto la tesi dell’avvocato difensore, Simone Zani, mentre il pubblico ministero Laura Canovai aveva chiesto una condanna a otto mesi e le parti civili chiedevano un risarcimento provvisionale di 200.000 euro.

Il processo aveva fatto molto discutere quando uscì la notizia, lo scorso 9 gennaio. A denunciare il medico erano stati i genitori di Vania Balducci, una donna di 36 anni che il 9 settembre 2009 si tolse la vita gettandosi dalla finestra della sua abitazione in via delle Badie, poche ore dopo essere andata insieme al padre in ospedale perché aveva gravi problemi psichici. Vania soffriva di schizofrenia e da qualche settimana aveva smesso di prendere le medicine. La sera prima della tragedia aveva chiesto al padre di accompagnarla in ospedale perché «sentiva le voci». Voleva essere ricoverata, racconterà poi il padre, ma il medico di turno che la visitò, il dottor Sarchielli, dopo aver valutato le sue condizioni le prescrisse un calmante e la rimandò a casa.

La mattina seguente Vania Balducci si tolse la vita.

Passato il momento del lutto, i genitori della donna hanno deciso di denunciare il medico, ora in pensione, che si è trovato sotto processo per omicidio colposo.

Alla scorsa udienza il giudice Signorini ha incaricato il professor Stefano Ferracuti di consegnare una relazione entro 60 giorni. Il perito ha dovuto rispondere al quesito su quali misure poteva adottare il medico dell’ospedale per evitare il suicidio. Il difensore dell’imputato, Simone Zani, ha nominato un altro consulente, Gianfranco Placidi, mentre i consulenti delle parti civili (i genitori), rappresentate da Zelia Bossi e Paola Ghelli avevano già concluso sfavorevolmente all’imputato.

Sul caso del dottor Sarchielli si era già espresso il presidente dell’Ordine dei medici, Luigi Biancalani, che scrisse: «Francamente ci sono delle contraddizioni che purtroppo alla fine ricadono sempre e comunque sul medico. Non è pensabile che tutti i pazienti, in virtù di quella pratica della medicina difensiva che a parole si dice non corretta, debbano essere ricoverati né, tanto meno, che a pagare siano sempre e soltanto i medici».

Lo stesso presidente della Regione Enrico Rossi aveva espresso la sua solidarietà al dottor Sarchielli, che ora è stato assolto.

 

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