Il Tirreno

Prato

Vaiano in lacrime per l’addio di Federico

di Alessandra Agrati
Vaiano in lacrime per l’addio di Federico

A distanza di pochi mesi dalla morte del padre Fabrizio Bertini un’altra tragedia ha colpito i titolari del forno Steno

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VAIANO. Un aneurisma ha stroncato ieri mattina la vita di Federico Bertini titolare, insieme alla madre Tiziana, del forno Steno. Lo scorso settembre il padre Fabrizio era morto a causa di un infarto. Una doppia tragedia che ha messo a dura prova Tiziana che a distanza di pochi mesi si trova a ripercorrere una via crucis dolorosissima. «Dopo la morte di Fabrizio eravamo uno il sostegno dell'altro, mio figlio era un ragazzo coraggioso e forte, amato da tutti. Sempre sorridente». Federico avrebbe festeggiato 31 anni il prossimo dicembre. «Nelle ultime settimane – ricorda la madre – era un po' più stanco, forse anche assente, aveva fatto una serie di accertamenti i risultati sarebbero dovuti arrivare martedì in serata, ma ormai è troppo tardi». Federico era un nuotatore, un tifoso della Fiorentina, ma soprattutto aveva un cuore d'oro. Amici e compagni di squadra lo ricordano con affetto e sempre con il sorriso sulle labbra, nonostante dopo la morte del padre avesse momenti di malinconia. «Siamo usciti come sempre insieme sabato sera – ricorda Andrea Nanni – negli ultimi tempi era un po' più affaticato, ma sempre contento e allegro. Ci mancherà tantissimo soprattutto durante le partite della fiorentina, stiamo cercando di organizzare una piccola commemorazione per domenica della prossima settimana quando la Fiore giocherà in casa». Oltre ad uno striscione commemorativo gli amici vorrebbero che i giocatori deponessero un mazzo di fiori ai piedi della curva Fiesole. L'altro grande amore era il nuoto, da sei anni faceva parte della squadra Master. «Per me era come un figlio – ricorda Sergio Puggelli l'amico allenatore - a 24 anni ha cominciato a farmi la corte per entrare nella squadra, ma il regolamento prevede che gli atleti abbiano compiuto 25 anni, così il giorno dopo il suo compleanno è venuto a cercarmi, mi ha detto che si era allenato per conto suo con buoni risultati. Lo misi alla prova e non me ne sono pentito». Federico amava le lunghe distanze soprattutto i 400 misti e temeva sempre di essere in ritardo, così il giorno delle competizioni arrivava con almeno mezz'ora di anticipo e pazientemente aspettava, insieme ai biscotti che portava per tutta la squadra. Da lì il soprannome di “biscottino” nonostante fosse di corporatura massiccia. Sulla bacheca Facebook in tanti hanno voluto lasciare un ricordo. «Era timido, ma quando poi entravi in confidenza era divertente – racconta Alessio Langianni – siamo cresciuti insieme mi mancherà molto». Anche Leonardo Nuti lo ricorda con affetto. «Era un punto di riferimento per tutto il paese». Alla famiglia sono arrivate le condoglianze del presidente della Provincia, del Consorzio Pasticceri e dell' amministrazione comunale di Vaiano.

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