Toscana
Il sottosegretario Ferri sprona il Csm sul Tribunale di Prato
Cosimo Maria Ferri invita il Consiglio superiore della magistratura a prendere provvedimenti urgenti per rimpinguare il numero di giudici e di cancellieri e indica come possibile, inserendolo nel Ddl sulle Province, l’ipotesi di trasferire parte dei dipendenti al Palazzo di giustizia
PRATO. «La situazione del Tribunale di Prato è assai critica a causa di gravi carenze nell'organico di giudici e cancellieri», scrive il sottosegretario del Ministero della Giustizia, Cosimo Maria Ferri, dimostrando così di essere a conoscenza dei malumori esplosi negli ultimi tempi a causa della cronica carenza di organico presente nel Tribunale pratese.
«Auspico che il CSM riesca ad intervenire rapidamente, avviando le procedure per trasferire nuovi giudici e coprire i posti vacanti, senza trascurare neanche la possibilità di provvedimenti di emergenza più rapidi ed efficaci come potrebbero essere delle applicazioni extradistrettuali che consistono in trasferimenti temporanei per 6 mesi o un anno - continua il sottosegretario Ferri - Quanto alla mancanza di personale di cancelleria, questo costituisce un problema non facilmente risolvibile nell'immediato anche perché purtroppo riguarda la maggior parte degli uffici giudiziari. Infatti, ormai da oltre quindici anni non viene bandito un concorso. Ritengo perciò che sia indifferibile superare il blocco delle assunzioni e bandire un concorso pubblico».
«Fino ad ora, alcuni Tribunali hanno cercato di tamponare le emergenze stipulando con le Province delle convenzioni per assumere temporaneamente (per un anno) i lavoratori cassintegrati utilizzando fondi europei e fondi stanziati dalle Province stesse - continua il sottosegretario - Un'altra strada da percorrere potrebbe essere quella della introduzione, anzi reintroduzione (sulla scia di quanto è stato già fatto in passato, ma non è stato poi ripetuto, con l'art. 3 comma 128 legge 244/07 legge finanziaria 2008, norma che aveva una durata limitata nel tempo ed è rimasta fino al 2012), di una norma che consentisse il passaggio del personale dagli enti pubblici locali ai Tribunali con l'istituto del comando o con altre analoghe procedure di mobilità: infatti, proprio perché gli enti locali hanno una dislocazione sul territorio nazionale simile e parallela rispetto a quella degli uffici giudiziari, è più facile trovare del personale interessato a questo tipo di trasferimenti (a differenza di quanto accade per i trasferimenti da amministrazioni centrali a uffici periferici). Una ulteriore strada da percorrere, ma con tempi inevitabilmente lunghi, potrebbe essere quella di inserire nel DDL di riforma delle Province, attualmente all'esame del Parlamento, una norma che consenta il trasferimento ai Tribunali di una parte dell'attuale personale delle Province, considerato che, essendo previsto un ridimensionamento delle Province ed un accorpamento delle loro funzioni a quelle di altri enti, ne dovrebbe derivare una eccedenza di personale che potrebbe essere trasferito ai Tribunali. Un ulteriore correttivo, sempre sul piano normativo, potrebbe essere quello di incentivare la mobilità tra i Ministeri, prevedendo che non si debba attendere che il Ministero cedente attesti l'esistenza di "situazioni di soprannumerarietà" ma facendo verificare tali situazioni direttamente su iniziativa della Presidenza del Consiglio».
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