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I Fratelli d’Italia: «Qui c’è il cancro»

I Fratelli d’Italia: «Qui c’è il cancro»

PRATO. Sono venuti nel cuore di Chinatown a dire che i cinesi sono un cancro per l'economia italiana. I vertici di Fratelli d'Italia, guidati da Giorgia Meloni e Guido Crosetto, dopo aver fatto un...

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PRATO. Sono venuti nel cuore di Chinatown a dire che i cinesi sono un cancro per l'economia italiana. I vertici di Fratelli d'Italia, guidati da Giorgia Meloni e Guido Crosetto, dopo aver fatto un blitz a sorpresa in un paio di confezioni di via Rossini, hanno incontrato cronisti e militanti del partito nel capannone ora vuoto dove prima aveva sede un'azienda italiana, in via Pistoiese 134.

Il sindaco Roberto Cenni ha portato il suo saluto scagliandosi contro l'Europa che testualmente «ci ha rotto i coglioni», e ricordando come a Prato ci siano oltre 50.000 cinesi tra regolari e irregolari, «una città come Siena dentro la città».

Durissima l'ex ministro Giorgia Meloni che ha detto che qui lo Stato italiano fa finta di non vedere e che le banche non sono da meno. Meloni ha citato il Monte dei Paschi di Siena che «dà prestiti da 150mila euro a chi ne dichiara soltanto 6000». Un tema già cavalcato dall’assessore Aldo Milone e che ha dato origine anche ad accertamenti della Procura (traccia di queste pratiche è rimasta nell’inchiesta sulla Banca di Credito cooperativo Area Pratese, tuttora aperta). «Durante il nostro blitz - ha detto la Meloni - abbiamo trovato etichette con la scritta “confezionato in Italia” ma quel prodotto non è italiano. Prima la concorrenza sleale arrivava dalla Cina, ora ce la siamo portati in casa e mina la qualità dei nostri prodotti, quello che fa del made in Italy un’eccellenza apprezzata in tutto il mondo. Il denaro di queste aziende dovrebbe essere controllato come quello delle associazioni mafiose».

Anni fa quando l'assessore Milone paragonò i cinesi a un cancro da estirpare, quelle affermazioni fecero un certo scalpore ma adesso sembrano quasi sdoganate.

Ancora più duro Guido Crosetto. «Che cosa c'è di diverso qui rispetto alla mafia? - si è chiesto - Come facciamo a sopportare uno Stato che ti viene a chiedere 10 euro inviandoti a casa una cartella esattoriale e poi non riesce a entrare in queste realtà, queste confezioni dove niente è in regola? Come facciamo a competere con questi che lavorano 15 ore al giorno? Dobbiamo renderci conto che questi sono poteri forti come la mafia e la camorra, è un cancro che uccide l'organismo sano».

L’assessore Milone è stato poi chiamato dai vertici dei Fratelli d’Italia a tenere una relazione introduttiva, a porte chiuse, per spiegare nel dettaglio la situazione pratese e ha ribadito la convinzione che serve un impegno maggiore da parte dello Stato per risolvere un problema che sta cominciando a espandersi anche in altre zone del paese. «Se lo risolviamo qui, la ricetta è esportabile» ha detto Milone.

Fuori dal capannone, presidiato da polizia, carabinieri e guardia di finanza, la vita di Chinatown ha continuato a scorrere come se niente fosse.

Paolo Nencioni

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