Attenzione
I dipendenti della Provincia divisi fra Regione e Comuni
Improbabile il loro spostamento al Tribunale di Prato per ovviare alle carenze di organico, così come proposto dal presidente dell’ordine degli avvocati. Dalla Cgil un appello affinchè la riorganizzazione, dopo la cancellazione delle Province, avvenga in chiave di rilancio dell’economia
PRATO. Via le province. Adesso che la legge proposta da Graziano Delrio è passata al Senato sembra fatta. E allora è lecito sia chiedersi che fine faranno i dipendenti della Provincia di Prato, sia se è possibile dare una risposta all’ipotesi avanzata dal presidente dell’ordine degli avvocati di Prato, Lamberto Galletti che, guardando da una parte alle carenze di organico del Tribunale di Prato e dall’altra ai possibili esuberi in Provincia a causa della cancellazione, proponeva un travaso da un ente all’altro per risolvere entrambi i problemi. Ma, come sempre succede in questi casi, è più facile a dirlo che a farlo.
La provincia di Prato ha 154 dipendenti di cui 5 dirigenti tutti assunti a tempo indeterminato, e poi ci sono altri 5 dipendenti con contratto a tempo determinato, per un totale di 159 dipendenti.
«E’ vero che c’è la cancellazione delle Province ma è anche vero che non sono messi in discussione i servizi. Quindi i dipendenti dovrebbero seguire i servizi e non potrebbero essere destinati ad altri incarichi». A dichiararlo è il responsabile della Funzione pubblica della Cgil, Giovanni Iorio. «In questo momento non c’è nulla di certo e sarebbe interessante capire la logica della riorganizzazione - continua Iorio – Diciamo che possiamo immaginare che una parte dei dipendenti verrà assorbita dalla Regione, con un aumento dei costi visto che i dipendenti della Regione guadagnano di più di quelli della Provincia, e una parte dai Comuni. In questa fase potrebbe anche accadere che uno dei due enti possa ritenere eccessivi quei dipendenti che gli arriveranno dalla Provincia per ampliare il servizio che già offre. In questo caso, se qualche dipendente lo chiedesse e fosse d’accordo, si potrebbe anche prendere in considerazione l’ipotesi di un ricollocamento nel Tribunale di Prato».
«Allo stato attuale però è difficile fare una simile previsione – aggiunge il dirigente della Cgil - La vera sfida è legata alla riorganizzazione dei servizi pubblici in funzione del rilancio dell’economia. Occorre disegnare un nuovo livello di governo locale in un contesto Europeo. Dobbiamo smantellare quel sistema autoreferenziale tuttora esistente e guardare al futuro con nuovi presupposti facendo la lotta all’inefficenza e alla corruzione».
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