La manifestazione
Cenni punta tutto sulla civicità
Il perno della coalizione che sostiene il sindaco uscente è la lista civica imperniata su Mondanelli, Ballerini e Nocentini. Milone riparte da Prato libera e sicura
PRATO. Roberto Cenni scioglie le riserve e si ricandida. Il perno della coalizione sembra destinato a diventare proprio Prato con Cenni la lista composta sulla carta da esponenti della società civile, ma già prenotata da tre assessori: Adriano Ballerini (bilancio), Dante Mondanelli (sanità) e Annalisa Nocentini (personale). Una plausibile chiave di lettura prova a fornirla il capogruppo dell'Udc, Antonio Longo: «Non la chiamerei lista civica. Più che altro è la lista di chi ha sempre sostenuto il sindaco in questi 5 anni».
L'assessore alla sicurezza, Aldo Milone invece intende scendere nell'arena elettorale con “Prato Libera e Sicura” sempre dalla parte di Cenni, ma con l'ambizione di “monetizzare” le campagne contro l'illegalità cinese portate avanti dal 2009.
Col Nuovo Centrodestra c’è invece odore di divorzio: l'ufficializzazione della sua ricandidatura la celebra in una cena senza esponenti di partito e con un messaggio contro l'aeroporto.
Una battaglia questa che lo vede in antitesi più col premier Matteo Renzi che col suo competitor diretto per la poltrona di sindaco, Matteo Biffoni. Sciolta la riserva all'inizio della cena alla parrocchia del Sacro Cuore – per la gioia dei oltre 100 partecipanti – il sindaco Roberto Cenni ha riservato una stoccata sul filo dell'ironia a Biffoni, ispirandosi al famoso hashtag di Matteo Renzi a Enrico Letta: «Non vorrei che sull'aeroporto di Peretola mi dicesse #robertostaisereno, perché si sa com'è finita».
L'obiettivo principale, in realtà, è proprio il presidente del consiglio: «Un nostro avversario è lui per cominciare, perché sull'allungamento della pista si sta intestardendo come un bambino. Gli suggerisco di farla attorno al campanile di Giotto».
Motivo ispiratore della sua campagna elettorale, questo dello scontro frontale con Firenze è al tempo stesso la ragione della distanza dal mondo dei partiti e, specialmente, dagli alfaniani: «Almeno il Pdl si è astenuto in Regione, ma l'importanza del tema richiede un impegno civico che vada oltre i partiti».
Sui rapporti col Nuovo Centrodestra non sembra più credere ad una ricucitura dei contatti, all'ultimo tuffo: «Ho appreso dell'ultimatum, se pensano di rappresentare gli interessi di Prato dichiarandosi favorevoli all'ampliamento di Peretola e alla città metropolitana avremo due percorsi diversi». Meglio così, è il suo ragionamento.
I cinque anni del suo primo mandato sono stati costellati, in fondo, da fuoriuscite e rotture con alcuni alleati recalcitranti: «È preferibile fare un'alleanza per governare che per vincere ad ogni costo. Meglio perdere con onore. Dopo tutto, se l'attesa per lo scioglimento della mia riserva si è prolungata questo non è avvenuto per la mia intenzione di fare il prezioso, piuttosto perché ho visto tanta incoerenza da parte di chi mi doveva appoggiare. Solo così si è potuto capire chi è con noi e chi è contro di noi».
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