Il Tirreno

Prato

Prato, la bozza pratese arriva nelle mense scolastiche

di Azelio Biagioni
Prato, la bozza pratese arriva nelle mense scolastiche

Grazie al raccolto del grano coltivato alle Cascine di Tavola sarà prodotta farina per il pane che verrà servito nelle scuole dell’infanzia

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. “Una Bozza al giorno: dalle Cascine di Tavola alle tavole delle scuole di Prato”. Recita così lo slogan ideato per l’iniziativa legata all’alimento principale della nostra alimentazione. Che, prodotto con farine ottenute da grani antichi coltivati nel terreno delle Cascine di Tavola, arriva sulle mense delle scuole dell’infanzia. Al Podere “Le Polline” sono stati seminati cinque tipi di grandi antichi che nel 2013, in termini di rendita, hanno ottenuto risultati positivi.

«Il primo raccolto – spiega soddisfatto il sindaco Roberto Cenni – ha prodotto quindici quintali di grano antico. Di questi sei serviranno per la nuova semina, gli altri nove invece l’amministrazione ha pensato di farci farina per preparare il pane da far mangiare ai nostri ragazzi delle scuole comunali dell’infanzia. Era un peccato lasciare incolto quel terreno – sottolinea il primo cittadino – e dei primi cinque ettari dai quali siamo partiti, ora siamo arrivati a coltivare una quantità maggiore di terra».

Per Cenni l’operazione portata avanti dal Comune vuole fare da apripista a privati affinché possano seguire questo esempio virtuoso di coltivazione come una volta, senza l’utilizzo di additivi e di concimi chimici. Ed intanto il sindaco, al quale fa eco il suo vice Goffredo Borchi, spiega come “La Fattoria medicea è da riportare a patrimonio pubblico dove poterci realizzare un centro di eccellenza agro-alimentare”.

Il prof. Benedettelli della Facoltà di Agraria a Firenze, sottolinea come il glutine presente in queste grani sia più facilmente tollerabile e digeribile rispetto a quelli moderni. Quindi è importante incominciare questa alimentazione dai bambini che scoprono così anche un sapore diverso dal pane tradizionale. «Abbiamo avuto un riscontro positivo da parte delle educatrici – spiega l’assessore Rita Pieri – coinvolgendo 630 alunni. Il gusto forte, importante, che questo pane offre è piaciuto e siamo alla terza settimana da quando la bozza è servita nelle mense».

«In questo mondo - aggiunge l’assessore Roberto Caverni - c’è una riscoperta delle tradizioni. La Bozza si vendeva a Firenze già nel 1400. E per il nostro territorio ha una valenza importante sotto l’aspetto storico-gastronomico e le iniziative come il festival del pane mirano proprio alla valorizzazione di questo prodotto». Dal punto di vista della coltivazione sono state scelte tecniche rispettose della salute e dell’ambiente, con la tecnica della rotazione. Inoltre, per rendere il pane più nutriente e salutare per i bambini la macinazione avviene a pietra. Affinché il pane sia più digeribile, il panificio Dal Ponte, che si occupa della fornitura nelle scuole fino alla loro chiusura, utilizza la pasta madre (che ha origine dalle stesse farine). Otto i plessi scolastici coinvolti nella sperimentazione: Vergaio, Galciana, Figline, Maliseti, Fontanelle, Corridoni, Galilei e Borgo S. Paolo. E per i panificatori del forno Dal Ponte il retrogusto acido di questo pane è un qualcosa di buono per un prodotto che si mantiene di più e che il giorno dopo sprigiona quello che definiscono un “Bouquet aromatico”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web