Sicurezza
Prato, caso Varvarito: la Regione esclude l’ipotesi S. Giorgio a Colonica
Il Comitato socioambientale rende noto la risposta alla richiesta di chiarimenti. Rilanciata l’ipotesi di una soluzione fuori provincia
PRATO. Il Comitato socioambientale di S. Giorgio a Colonica ha ricevuto la risposta da parte della Regione Toscana relativa alla richiesta di chiarimenti sui vincoli dell’area che potrebbe essere interessata al temporaneo insediamento dell’azienda Varvarito.
«La Regione a firma Marson & Bramerini - scrive il Comitato - riconferma in toto i vincoli urbanistici, ambientali ed idrogeologici sull'area di S. Giorgio a C., perciò in questa area non posso essere effettuate varianti urbanistiche visto i vincoli già enunciati nel PIT. Con questa presa di posizione messa nero su bianco, possiamo dire di aver finalmente pronunciato la parola "fine" su questa querelle. Il nostro pensiero va comunque ai lavoratori che come noi abitanti locali sono stati "ostaggi" di questa contrapposizione fra proprietà ed istituzioni».
« Per questo motivo - prosegue il Comitato - auspichiamo che quanto menzionato dalla Regione non venga ora disperso fra futili ricerche di colpevolizzare l'una a l'altra parte allungando ulteriormente i tempi decisionali, ma di attivarsi immediatamente come recita il documento della Regione stessa, la quale se debitamente coinvolta, è disponibile a farsi carico per individuare soluzioni alternative fuori comprensorio pratese che abbiamo tutti i requisiti per tali attività. L'opzione "fuori Provincia" era già stata da noi portata all'attenzione delle istituzioni all'epoca del tavolo "farsa" del luglio 2013 presso la Prefettura,e dei successivi incontri avuti a livello istituzionale""come unica soluzione praticabile visto i siti proposti e la tipologia dell'attività ". Purtroppo sono stati poi effettuati ulteriori incontri senza mai "invitare" i rappresentanti della popolazione, forse in tali occasioni avremmo potuto ribadire il nostro punto di vista basato su atti e documenti inconfutabili, che forse avrebbero aiutato tutti i soggetti a prendere coscienza contesto urbanistico/ambientale e quindi intraprendere fin da subito il nuovo percorso oggi suggerito anche dalla Regione».
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