Attenzione
Ricerca e alta formazione spingono il Pin
Prato, il bilancio del polo universitario pratese in occasione dell’inaugurazione dei corsi di laurea
PRATO. Didattica universitaria, ricerca scientifica ed alta formazione. Su questi tre punti si articola il bilancio del Polo universitario pratese. La ricerca scientifica e la formazione non solo si autofinanziano ma concorrono a determinare i ricavi, a mantenere in equilibrio il bilancio, ad attenuare la dipendenza della struttura nel suo complesso dalla presenza del contributo pubblico.
«Che nel nostro bilancio attuale non è la parte maggioritaria anche se rimane pur sempre importante – spiega il presidente del Pin Maurizio Fioravanti – il Polo non potrebbe farne a meno. Siamo stati in grado di generare risorse attraverso i nostri laboratori poi reinvestite nei laboratori stessi che, a loro volta, hanno prodotto un altro utile spalmato nella società. Così da noi il circolo virtuoso è diventato realtà».
È quanto è emerso durante l’inaugurazione dei corsi di laurea tenutasi nell’aula magna della sede universitaria di piazza Ciardi, alla presenza del rettore dell’Ateneo fiorentino Alberto Tesi, del presidente del Pin Maurizio Fioravanti, di rappresentanti del mondo politico e dell’università.
«Per l’Ateneo, il polo universitario di Prato rappresenta una realtà di primo piano – ha spiegato il profesor Tesi – per questo il rinnovo della convenzione fra Ateneo e Pin si può considerare prossima».
Il presidente del Pin snocciola, poi, una serie di numeri riferiti al triennio 2011/2013: «Centoquaranta le imprese coinvolte nei progetti di ricerca e di formazione, dieci i bandi europei vinti negli ultimi tre anni – spiega Fioravanti - finanziato (in toto o in parte) trentacinque assegni di ricerca, tre borse di dottorato e diciassette borse di ricerca. Gli iscritti sono 1050 dei quali 160 fuori sede. Cinque le facoltà e ventitré i laboratori presenti. E nel campo della formazione è crescente il successo del Cedic, giunto alla quinta edizione, riconosciuto come proposta di eccellenza a livello nazionale. Inoltre, il nostro Polo - aggiunge il presidente del Pin - a partire dalla propria esperienza didattica e scientifica è arrivato nei propri laboratori fino al brevetto, supportando la nascita di una start-up innovativa che ha sviluppato una macchina di uso industriale oggi in fase di lancio sui mercati internazionali».
Sulla vicenda della mensa universitaria, Fioravanti, che spera anche in una casa dello studente, spiega come stiano cercando dei locali in centro che rispettino tutti i parametri di legge da poter adibire a luogo dove gli studenti potranno consumare i pasti.
Parole che trovano conferma nell’intervento dell’assessore Rita Pieri: «Entro sei/sette mesi – dice - il progetto dovrebbe essere portato a termine». Lamberto Gestri è intervenuto rammaricandosi di come la Provincia abbia dato un contributo economico minore rispetto al passato. E si auspica che in futuro l’apporto in denaro possa crescere, dato che quello universitario è un capitolo importante per l’amministrazione provinciale che considera come sinonimo di cultura. Gestri, ricordando come sia di questi giorni la discussione al Senato sui provvedimenti che riguardano le Province e le città metropolitane, tira una stoccata alla riforma che reputa un esempio da non seguire.
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