Finanza
Monzali “autocandidato” della lista Pd
PRATO. Marco Monzali, ecodem con simpatie civatiane, direttore della radio on line “Radio gas”(già in consigli tra il 95 e il 99 con i Verdi) si è autocandidato ad entrare nella lista, ancora per...
PRATO. Marco Monzali, ecodem con simpatie civatiane, direttore della radio on line “Radio gas”(già in consigli tra il 95 e il 99 con i Verdi) si è autocandidato ad entrare nella lista, ancora per aria in verità, del candidato sindaco del centrosinistra Matteo Biffoni. «Diciamo così: mi sono autocandidato a essere candidato, visto che la liste è tutta da fare e che attorno ci sarà gran affollamento. Spetterà poi al segretario del partito e al candidato sindaco buttare giù i 32 nomi ed eventualmente escludermi». Monzali è partito per tempo: «Ho solo anticipato qualche mossa ma perchè - dice - credo che un'anima come la mia, piuttosto a sinistra e fortemente ambientalista, debba avere degna rappresentanza nel futuro consiglio comunale». Di risposte Monzali ancora non ne ha ottenuto ma il partito è rimasto spiazzato. Sa che di voti per entrare questa volta ne occorrono molti (4-5cento) ma non ne ha paura: «I voti credo di averli, non conto sulla mia corrente, ma sulla gente e sulle battaglie ambientaliste che ho fatto in questi». A Biffoni consiglia più grinta: «Il rischio è un eccesso di ecumenismo - afferma - e quindi di non riuscire a far capire alla gente perché non deve più votare Cenni ma noi» ma gli riconosce «la capacità di unire la coalizione. E' questa la sua grande dote. L'altra è l'empatia: è capace chi chiacchierare, di ispirare fiducia. In più è un pratese immediatamente riconoscibile ed è un altro punto di forza che non ha nulla da invidiare a Cenni, un altro enfant du pays». L’auspicio è che la campagna elettorale «diventi più tosta».
Chi proprio critica è il presidente della Regione Enrico Rossi: «E’ l’handicap del Pd di Prato. Il nostro problema sarà smarcarsi da scelte e affermazioni che ha fatto. Ogni volta che Rossi parla ci fa danno, vedi la questione dell’ampliamento di Peretola, le case nell'area del vecchio ospedale e l'idea dell'ingresso di Prato nella città metropolitana fiorentina. Evidentemente - conclude Monzali - non ha ancora capito che si vota presto e che Prato è in mano al centrodestra da cinque anni».(c.o.)
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