Sicurezza
E in via Pistoiese spunta il passo carrabile... in cinese
Prato: a quello in italiano, un cittadino ne ha aggiunto un altro in lingua orientale. La società che rilascia le autorizzazioni spiega: «Non è regolare»
PRATO. Segnaletica stradale bilingue. Non siamo né in Val d’Aosta né in Trentino, ma a Prato. Niente scritte in francese o tedesco, ma ideogrammi dell’Impero Celeste per far giungere chiaro e diretto il messaggio all’automobilista: vietato parcheggiare di fronte al cancello della proprio abitazione.
Così da un po’ di tempo, su una delle strade dove più pullulano attività e residenze di cittadini cinesi (via Pistoiese), è spuntato un cartello con la declinazione di passo carrabile sia in italiano che cinese, con tanto d’intestazione del Comune di Prato e numero di autorizzazione rilasciata da Sori, la società partecipata che si occupa anche di affissioni e passi carrabili. Immancabile il classico segnale rosso/blu di sosta vietata per proteggere la proprietà, solo che è tradotto in cinese con un disegnino rettangolare di carro attrezzi su sfondo giallo. In realtà, a ben guardare il cancello, i cartelli di passo carrabile sono due: uno solo in italiano e più piccolo, l’altro più grande e bilingue.
Interpellando l’ufficio passo carrabili di Sori, si scopre che si tratta di una novità assoluta anche per la società di via Panziera. Secondo le norme del codice della strada, s’identifica come passo carrabile un'apposita cartellonistica in cui s’individuano il numero della concessione, la denominazione del Comune e il simbolo della sosta vietata. Stop. Non c’è niente sul regolamento comunale della Cosap (canone occupazione pubblica), nel capitolo relativo ai passi carrabili, che rimandi alla possibilità di una dicitura in lingua non italiana. Inoltre Sori, che segue la procedura del rilascio della concessione fino alla consegna del relativo cartello di passo carrabile, ammette di non aver mai commissionato segnaletica con gli ideogrammi.
Quello esposto in via Pistoiese resta, dunque, un mistero per la stessa Sori. «Mentre al limite può essere tollerabile l’esposizione di due cartelli, uno italiano e uno in cinese, per un'esigenza di utilità, il bilinguismo è irregolare perché non è previsto dalle norme del codice della strada – sottolinea il responsabile Franco Luti -. Il divieto di sosta deve essere comprensibile per tutti, italiani e non. Certo, l’esistenza di un cartello simile potrebbe sollecitare un ragionamento sull’eventualità di aggiornare le normative di riferimento, a partire dal regolamento comunale». Rimane il dubbio su come sia stato possibile munirsi di quei cartelli che potrebbero essere stati acquistati in un negozio di ferramenta.
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