Il Tirreno

Prato

Maggiori aiuti ai bimbi disabili

Il nuovo regolamento sui nidi d’infanzia assicura insegnanti di sostegno anche nei nidi convenzionati

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PRATO. Ci sono i nidi d’infanzia, quelli domiciliari e aziendali. Tutti accreditati e convenzionati. E poi ancora, spazi giochi e centri educativi modello Giocacipì a integrazione della rete dei nidi. Si fa ordine nell’offerta dei servizi educativi all’infanzia: musica nuova per l’educazione dei più piccoli (0-3 anni). Soprattutto per i bimbi disabili per i quali ora si aprono le porte dei nidi in convenzione con l’insegnante di sostegno messa a disposizione dal Comune: finora infatti era prassi consolidata che potessero iscriversi solo ai nidi comunali, dieci in tutto a Prato. E’ una delle modifiche che stanno più a cuore dell’assessore all’istruzione Rita Pieri all’interno del nuovo regolamento comunale sui servizi educativi per la prima infanzia. Che è stato approvato all’unanimità dalla commissione consiliare congiunta 1 e 5, ed è pronto per approdare in consiglio comunale. Il nuovo regolamento recepisce in parte la nuova direttiva regionale sui servizi per la prima infanzia con qualche novità, una di queste legate appunto all’accoglienza dei bimbi disabili nei nidi in convenzione, 33 in tutto sul comune di Prato. «In fase di accreditamento - ricorda l'assessore Pieri - le strutture devono dichiarare la disponibilità ad accogliere bambini portatori di disabilità che così hanno diritto ad andare nei nidi in convenzione. Ci siamo ispirati a un sistema di educazione di qualità il più possibile trasversale. Questo regolamento, appunto, punta a innalzare proprio la qualità dei servizi». Tra le nuove indicazioni, anche l’obbligo per il soggetto che gestisce il servizio per la prima infanzia (nido in convenzione, spazio gioco, centro per bambini e famiglie) di dotarsi della figura di un “ausiliare” per le funzioni di sporzionamento (non è necessario se s'impiega già un cuoco). Per il rilascio dell’autorizzazione a una nuova struttura, inoltre, occorre che si pronunci il coordinamento pedagogico e organizzativo facente capo all'assessorato mentre un capitolo particolare riguarda le sanzioni nel caso in cui vengano riscontrate alcune difformità o inadempienze rispetto al regolamento. Si va da una pena di 500 euro per i nidi abusivi ai 50 euro per la mancata comunicazione dei dati agli enti preposti, fino a 150 euro se vengono meno uno o più requisiti per l’autorizzazione, l’accreditamento e la convenzione. Norme più chiare poi per realizzare nidi e spazi giochi nei luoghi di lavoro pubblici e privati per i figli dei lavoratori dipendenti, secondo gli stessi criteri di accreditamento e convenzionabilità. Largo anche ai nidi domiciliari che possono essere aperti nelle abitazioni dove un educatore accoglie un gruppo di bambini con l’obbligo di rispondere sempre al coordinamento pedagogico. Maria Lardara

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