Cinque arresti per la strage al Macrolotto: le reazioni
I commenti all'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Giacomo e Massimo Pellegrini soci dell'immobiliare proprietaria del capannone bruciato - accusati di omicidio colposo e incendio colposo che si trovano agli arresti domiciliari - e dei tre cinesi, ritenuti gestori di fatto dell'attività, per cui è scattata la custodia cautelare in carcere - LA CRONACA
Il presidente della Provincia Gestri: "Segnale chiaro nel contrasto all'illegalità"
"I provvedimenti della Procura per la strage del Macrolotto costituiscono un segnale chiaro nell'impegno per il contrasto all'illegalità che deve colpire i meccanismi economici più complessi. Non solo. Quei morti, purtroppo ancora insepolti, chiedono giustizia e lo Stato che c'è e lo sta dimostrando ha gli strumenti per dare una risposta. Alla magistratura che sta lavorando con impegno, agli uomini della Polizia e della Guardia di Finanza va tutto il nostro riconoscimento".

Il presidente della Regione Rossi: "Piena sintonia con la Procura"
"Esprimo tutto il mio apprezzamento per il lavoro della Procura e delle forze dell'ordine. A circa 4 mesi dal rogo di Prato in cui morirono 7 operai cinesi la giustizia fa il suo corso". Così il presidente Enrico Rossi commenta l'arresto avvenuto oggi di 5 persone: 2 italiani proprietari del capannone bruciato, accusati di incendio e omicidio colposo e 3 cinesi gestori di fatto dell'attività, anch'essi con la stessa accusa, cui si aggiunge l'imputazione per sfruttamento di manodopera clandestina e omissione delle cautele antinfortunistiche. "C'è una sintonia - prosegue il presidente - tra i capi di accusa formulati dalla Procura e i titoli del nostro impegno: sfruttamento della manodopera da una parte e, da parte nostra, misure per assicurare il rispetto delle norme di sicurezza e condizioni di vita dignitose per i lavoratori. La tragedia di Prato chiama ciascuno di noi alle proprie responsabilità. La morte improvvisa di 7 persone in una fabbrica non può restare impunita. Chiediamo che si vada fino in fondo". "La strada che abbiamo intrapreso per il potenziamento dei controlli nei capannoni per verificare le condizioni di lavoro e la ricerca di soluzioni logistiche per assicurare alloggi sicuri ai lavoratori è l'unica percorribile. Da tempo sono convinto della necessità di concepire spazi adeguati e sicuri per i lavoratori del distretto pratese, di qualunque etnia essi siano, sia attraverso l'affitto di alloggi sfitti, sia mediante la realizzazione di foresterie in prossimità dei capannoni industriali. La ricerca di soluzioni nuove e all'altezza dei problemi sociali e relazionali della comunità cinese che vive e lavora nel territorio toscano è un dovere primario delle istituzioni. Non rappresenta solo una questione di ordine pubblico - conclude il presidente Rossi - ma una grande opportunità di ricchezza e una sfida di civiltà per tutto il nostro Paese".

Claudio Morganti (Io Cambio): "Arresti Procura responsabilizzano i proprietari"
Per Claudio Morganti, europarlamentare di "Io Cambio", gli arresti della Procura dopo la strage di via Toscana segnano "un punto di svolta riguardo le responsabilità dei proprietari dei capannoni. A partire da oggi, spero sia finita l'era dei facili guadagni degli imprenditori che hanno preferito smettere di fare impresa, preferendo vivere con rendite facili date da tali affitti. La Procura della Repubblica - sottolinea l'europarlamentare -, a cui va il mio plauso, ha sancito che la "Norma Prato", fortemente da me voluta e portata avanti in Parlamento ed inserita nel secondo decreto sulla sicurezza a fine 2010 e poi depennata prima della firma del Presidente Napolitano, è importante per la nostra città. Infatti, la suddetta norma, cancellata nel totale silenzio delle Istituzioni cittadine, prevedeva il controllo periodico dei locali affittati da parte dei proprietari ed eventualmente la segnalazione di eventuali abusi. Ad oggi, se quella norma fosse stata approvata, avremmo potuto salvare sette vite umane, oltre che riportare più legalità nella nostra città. Personalmente, in futuro continuerò a portare avanti la convinzione che alla nostra città serva una norma ad hoc che responsabilizzi i proprietari davanti alla Legge, sperando - conclude Morganti - in un maggiore appoggio dell'Amministrazione comunale e delle associazioni di categoria".
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