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Innovation Day per una due giorni di opportunità

PRATO. Si chiama Innovation Day, come per sottolineare che ogni singolo giorno è quello giusto per fare innovazione. Però è qualcosa di più: una "due giorni" ricca di concrete opportunità per le...

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PRATO. Si chiama Innovation Day, come per sottolineare che ogni singolo giorno è quello giusto per fare innovazione. Però è qualcosa di più: una "due giorni" ricca di concrete opportunità per le imprese e per i soggetti che fanno ricerca e affiancano il mondo produttivo nella sfida quotidiana per innovare e non perdere competitività.

Il 4 e 5 aprile Prato sarà il polo di attrazione per chiunque sia interessato al tema innovazione: venerdì 4 alle 14 all'Unione Industriale Pratese per i lavori del Matchmaking, e sabato 5 alle 9.30 al Museo del tessuto per un convegno.

Questi in dettaglio i due appuntamenti.

Quella del Matchmaking è una formula ormai ben collaudata. La titolarità dell'iniziativa è di Apre Toscana/Università di Firenze, l'agenzia regionale per la ricerca europea che quest'anno ha deciso di realizzare la 3° edizione dell'evento a Prato, in collaborazione con l'Unione Industriale Pratese. Il Matchmaking consiste nell'incontro fra domanda e offerta di tecnologia e innovazione nel manifatturiero (tessile, moda, pelletteria, meccanica, chimica) ed in ciò che orbita intorno al settore e ne costituisce i presupposti (impiantistica, supply chain, ICT). Gli incontri coinvolgeranno e metteranno in contatto imprese (manifatturiere e di servizi, anche le une con le altre e fra di loro) ed enti e centri di ricerca.

Il convegno di sabato 5 aprile consolida e riprende il concetto di rete concretamente sperimentato durante il Matchmaking del giorno precedente: l'innovazione non si fa da soli, ma nasce dal lavorare insieme, imprese con imprese ed imprese con soggetti operativi nella ricerca ma anche con le istituzioni. Sono così previsti fra gli altri gli interventi di rappresentanti del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, del CNR e di importanti centri di ricerca europei (Francia, Regno Unito, Portogallo), oltre che dell'Unione Industriale Pratese, del Comune di Prato (che sostiene anch'esso l'iniziativa nell'ambito del progetto europeo Plustex), della Regione Toscana, della stessa Apre Toscana e Apre nazionale (sui fondi Horizon 2020).

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