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Prato

Il fare impresa spiegato agli studenti

Il fare impresa spiegato agli studenti

Il progetto “Educare all’imprenditorialità” di Confartigianato ha interessato le quarte e quinte del Gramsci-Keynes

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PRATO. Sono tornati a scuola nelle vesti di docenti e hanno insegnato ai ragazzi cosa significa fare l’imprenditore nel 2014. Il progetto “Educare all’imprenditorialità” promosso da Confartigianato Prato e circoscritto in via sperimentale agli studenti delle quarte e quinte dell’istituto tecnico “A.Gramsci- J.M. Keynes”,sta per concludersi con soddisfazione sia degli alunni che degli imprenditori, i quali si sono prestati a quest’esperienza con l’intento di trasmettere alle nuove generazioni quel patrimonio di valori di cui l’artigianato è portatore, dando loro la possibilità di confrontarsi con il mondo del lavoro. Diverse le figure professionali appartenenti a vari settori dell’artigianato ( dal tessile al giardinaggio, dall’edilizia ai servizi alla persona ) che sono salite in cattedra, in occasione di una serie di incontri, durante i quali gli imprenditori hanno avuto modo di portare la propria testimonianza nelle classi e prospettare nel panorama complessivo delle scelte professionali anche quella di aprire un’attività in proprio.I«Alla conclusione del progetto manca soltanto un incontro finale durante il quale si cercherà di tracciare una sintesi di questa prima esperienza – dichiara Marco Fabozzi, responsabile area formazione per Confartigianato Imprese Prato – nel frattempo, si sono già gettate le basi per un eventuale prosieguo e allargamento del progetto ad altre scuole rivisitando l’esperimento fatto». Cristiano Reali, presidente del Gruppo Giovani imprenditori di Confartigianato Toscana, ha valutato positivamente l’iniziativa auspicando una seconda edizione . «Propongo di integrare il programma entrando più nel merito della realtà aziendale – spiega – per aiutare i ragazzi ad avere un quadro più completo di cosa significa lavorare in proprio, sarebbe bene affiancare alla cultura di impresa anche degli incontri sul colloquio di lavoro, i rapporti con gli istituti bancari e sulla base di quali requisiti le banche valutano se un’azienda è sana oppure no». Da parte sua il bilancio è positivo su tutti i fronti: «In termini di esperienza credo di aver ricevuto più di quanto sono riuscito a trasmettere – afferma – anche i miei colleghi sono soddisfatti di come è andata soprattutto perché, nonostante la giovane età della platea di uditori, c’è stata grande partecipazione. Come ritengo sia normale a quell’età, in pochi hanno le idee chiare sul proprio futuro, ma è stato bello e sorprendente costatare che nessuno dei partecipanti ha preso quest’iniziativa come una ricreazione». Anche per Andrea Lastrucci, pittore edile e decoratore, è stata un’esperienza positiva, sicuramente da rifare. «Credo sia importante per dei ragazzi alle prese con scelte che riguardano il proprio futuro - dice – potersi confrontare con imprenditori che nonostante le difficoltà del momento dimostrano capacità e voglia di andare avanti».

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